venerdì 9 ottobre 2009

PAESE NOSTRO - MARZO 1953

La data è 13 marzo 1953, il direttore responsabile è Giuseppe Soncini e il redattore Antonio Pioli, Wandre, le pagine passano da 4 a 6 e compaiono le prime pubblicità: Azienda Cooperativa per la macellazione e lavorazione carni di Reggio Emilia e Grande Molino a cilindri Zona Pedemontana in Bibbiano.
La notizia principale è la morte di Stalin al quale la sede locale del Partito Comunista rende il suo omaggio con tanto di "Gloria imperitura" e inchino reverente "al grande scomparso, titano del pensiero e dell'azione". Trovano spazio in prima pagina anche la notizia di 9 licenziamenti alla Cremeria Emilia e un articolo sulla riforma della legge elettorale voluta dalla DC, passata alla storia come "legge truffa".
All'interno sono le polemiche con la Democrazia Cristiana a farla da padrone: un articolo dal titolo impegnativo “Ignobili ricatti clericali agli operai delle Reggiane” firmato da un ex operaio, un pezzo al vetriolo rivolto al segretario della locale DC, Gianni Zinelli.
Da segnalare uno spazio dedicato ai radioamatori con indicate le frequenze delle “Radioemittenti democratiche in lingua italiana”. In diretta da Mosca, Tirana, Budapest, Varsavia e Praga con tanto di orario delle trasmissioni.
Chiudono il numero la sempre meritevole rubrica “Sotto a chi tocca” e lo sport con notizie dalle bocciofile, dalle colombofile e una fotografia della Polisportiva Cavriaghese che si è aggiudicata il campionato provinciale di calcio Amatori per l’anno 1952 e il secondo posto al campionato regionale.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Stalin è morto... e anche io non mi sento tanto bene.

Anonimo ha detto...

la morte di stalin ha permesso ai revisionisti il colpo di stato fascista al XX congresso del pcus e a noi in italia di alevare dentro sedicnti partiti comunisti gentaglia del calibro di veltroni e del monte...

Anonimo ha detto...

Credo che chi inneggia a Stalin, se davvero è così rivoluzionario e coraggioso come si intende dalle parole di fuoco di questi commenti, dovrebbe firmarsi. In questo modo in caso si presentasse alle elezioni, o in caso facesse proclami costituzionalisti contro Berlusconi, sappiamo con chi abbiamo a che fare. Chiedo anche a chi gestisce questo blog,se condivida o meno le affermazioni pro-Stalin. Paolo

Anonimo ha detto...

Non vedo nessun inno a stalin, semmai sono stati fatti nel '53.

All'epoca molti ci credevano come molti credevano nel "Dio ti vede" anche nell'urna.

silvana ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

c'è chi ammira stalin e c'è chi ammira consorte... c'è chi ha vinto la guerra mondiale e portato l'urss dall'aratro in legno alla bomba atomica e c'è chi ha cercato di scalare un banca coi soldi dei risparmiatori per comprarsi il veliero...

Anonimo ha detto...

Questa di PAESE NOSTRO è una piccola iniziativa storico - culturale che il PRC porta avanti e che secondo me è anche abbastanza interessante.

Dopo tre giorni dalla pubblicazione notavo stupito che sul numero del marzo 1953 non erano ancora comparsi commenti strumentali funzionali esclusivamente alla polemica.
Che peccato che tu sia stato il primo.

Che ne dici, Paolo, restiamo sul pezzo invece di strumentalizzare e svilire questa iniziativa?

Grazie
Luca Brami