lunedì 5 maggio 2008

RIDIVENTA STRACCIO E IL PIU' POVERO TI SVENTOLI

_Pasolini, "Alla bandiera rossa"

Riapriamo uno spazio per la discussione politica legata al futuro delle forze di sinistra, in particolare ci piacerebbe discutere sulle aspettative che i cittadini hanno rispetto alle forze politiche dell'area che dovrebbe rappresentarli, la sinistra appunto, vorremmo discutere sul significato dell'essere comunisti oggi... vorremmo....

20 commenti:

Anonimo ha detto...

io vorrei sapere qual'è il senso del partito comunista oggi.

Dal momento in cui ha compiuto una scelta governista e ha deciso di andare al governo per fare le riforme non è diventato automaticamente un partito socialista-riformista?

dalle ceneri della sinistra arcobaleno potrebbe nascere un nuovo parito comunista che poi però dovrebbe allearsi con il partito democratico e diventare riformista.
qual'è quindi il motivo per cui vi definite comunisti?

Anonimo ha detto...

intanto chi ha vinto le elezioni puntando tutto sulla strumentalizzazione di fatti di cronaca che riguardavano stranieri oggi chiede che non vengano strumentalizzati i fatti di cronaca che riguardano fascisti.

Anonimo ha detto...

per quei fascisti c vorrebbe la pena di morte o 50 anni di siberia!

Anonimo ha detto...

Rispondo all'ultima domanda del primo post, cercando di non essere dogmatico.
Sono comunista perché aspiro ad una società dove l'uomo sia libero dal lavoro (e non vi sia sfruttamento dell'uomo sull'uomo). Non dove chi lavora stia un pò meglio di quanto non stia ora. Quest'ultima strada è quella che io definisco socialista-riformista.
Sono conscio che l'attuale situazione non consente di giungere al comunismo in tempi rapidi, anzi. Mi accontenterei di una politica veramente socialista-riformista. Però non vedo nel PD neppure questo, e reputo Rifondazione l'unica forza in grado di battersi verso ingiustizie quali salari miserevoli, precarietà, diritti civili, etc, battaglie che dovrebbero essere appunto anche del socialismo riformista, ma che sempre più vengono dismesse a favore di una politica votata al liberalismo.
Per quanto riguarda la scelta governista, posso tranquillamente prenderla in considerazione se consentisse di raggiungere alcuni obiettivi. Solo non possiamo più accettare un'alleanza prona alle forze neoliberiste, sacrificando ad ogni ideale la scelta governista.
Non penso invece che il comunismo per essere tale deve per forza essere rivoluzionario.

LF

Anonimo ha detto...

ottimo.. tutti insieme, uominie donne di sinistra, comunisti e non comunisti, verso il socialismo del XXI secolo.

LB

Anonimo ha detto...

come si può parlare a questo genere di persone? sono coinvolgibili? sono senza speranza? siamo senza speranza?

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4592

Anonimo ha detto...

l'articolo è senza dubbio interessante però reitera nel solito errore della sinistra, essere altezzosa e supponente, snob.
non può e non si devno e prendere in giro quelle persone che culturalmente si allineano con le vacanze di natale dei vanzina.
anzi.
sono proprio i bisogni di queste persone che bisogna intercettare e declinare in chiave politica. lo fanno la lega e beppe grillo lavorando sulla pancia. lo faccia anche la sinistra, lavorando sul cervello.
LB

Anonimo ha detto...

dubito che si riesca a far ragionare soggetti simili (non per categorizzarli, per carità) col cervello. come si suol dire: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire..
a mio modesto parere, l'analisi marxista necessita di un aggiornamento. essa si ferma all'analisi della produzione, mentre oggi credo bisognerebbe concentrarsi di più sui consumi frutto della produzione. e di come fare a uscire dal circolo vizioso (produci consuma crepa) in cui si è infilato il mondo.

mentre cinquant'anni fa si diceva "lavorare meno, lavorare tutti" oggi si vota in massa chi detassa gli straordinari (e moltissime persone di sx sono altrettanto contente). ritengo necessario, vista la recessione mostruosa che ci pende sul collo e il picco del petrolio che farà diminuire il commercio internazionale (non solo cinesate, ma anche beni alimentari), fondersi o quantomeno collegarsi col movimento per la decrescita felice. magari associando un movimentismo al mero partito politico che siede in parlamento tutto l'anno (vabbè, ora non più...).

qui c'è un pò di "food for brain" per i compagni più anglofili:
http://www.orionmagazine.org/index.php/articles/article/2962

saluti libertari. NA

Anonimo ha detto...

più falce e martello per tutti

Anonimo ha detto...

concordo con quanto scrive NA, ma se anche nel paese ci fosse una maggioranza cosciente e consapevole in grado di seguire questa linea, verrebbe a scontrarsi con un parlamento dove ora non c'è neppure una presenza in grado di sostenere e comprendere questa politica. Pensa come legifererebbe un parlamento liberale nel caso di recessione del PIL: maggiore "flessibilità" (leggi: precarietà), abbattimento ulteriore del costo del lavoro. Cioè farebbe di tutto per far rialzare quello stramaledetto PIL, sul quale poggia tutto il loro "credo". Per questo non ritengo praticabile una strada unicamente "movimentista".

LF

Anonimo ha detto...

bertinotti servo di israele!

Anonimo ha detto...

le grandi conquiste dei lavoratori sono state ottenute quando il PCI era all'opposizione mentre quando PDS-DS erano al governo si è avuta la precarizzazione, con il pacchetto treu, passato grazie ai voti determinanti del partito della rifondazione comunista.

Essere fuori dalle istituzioni può essere una grande opportunità per compiere una approfondita analisi delle strutture e del sistema e per riorganizzarsi di conseguenza.
La mia idea è una forza politica, di sinistra, all'interno della quale siano presenti anche i comunisti (posto che io sono di quelli che ritiene un controsenso definirsi comunisti e poi essere "di governo") ma non solo, che sia parte e rappresenti i movimenti, che sia in grado di coordinarli, raccogliendone le istanze attraverso un processo di contaminazione reciproca.
Una forza politica partecipata in grado di incanalare intelligenze ed energie offrendo loro una prospettiva più amplia, che parta dalla critica all'attuale modello di sviluppo e non dall'accettazione e quindi alle graduali riforme perchè questo è già stato tentato nel 1996 e nel 2006 e non ha funzionato, anzi.
Penso che, se e quando la famosa crisi arrivierà, bisognerà farsi trovare pronti ed offrire un'alternativa valida e già radicata perchè ne il centro (sinistra) all'opposizone ne la destra di governo saranno in grado di offrire prospettive diverse da quelle da te indicate relativametne alla precarizzazione e al peggioramento delle condizioni di vita.
E prima o poi la popolazione di questo paese dovrà farsi i conti in tasca e prendere atto della realtà e del completo fallimento di una classe politica.
Bisongerà però stare molto attenti.Perchè una grossa crisi può essere una grande opportunità per le sinistre, ma anche un grande rischio di svolta autoritaria.
L.B.

Anonimo ha detto...

sono estremamente d'accordo con la seconda parte di l.b. però il partito deve essere solo dei comunisti con gli altri c si può alleare in un fronte unito ma con la guida in mano nostra... il partito nn deve essere di massa ma di avanguardia! j.s.

Anonimo ha detto...

LF, ma certo che non credo solo nel movimentismo.. altrimenti non starei a scrivere qui. la risposta politica è necessaria e speriamo arrivi già alle europee / amministrative, ma di fronte alla traversata nel deserto che ci attende non possiamo restare con le mani in mano. le contromosse alla decrescita del pil arriveranno sicuramente, ma non bisogna temere.. perchè distruggere il capitalismo quando si autodistrugge benissimo da solo? l'importante è non affondarvici insieme..

le domande (e i problemi vari) le abbiamo ben chiare tutti. dobbiamo contestualizzarle nelle nostre realtà locali e provare a dare risposte. serve originalità, creatività, e l'uscita dalle sedi di partito per andare a risolvere problemi concreti.

saluti libertari. NA

Anonimo ha detto...

contrarissimo a quanto dice j.s.

intanto per un motivo "pratico". la parola comunista nella maggioranza delle persone ha oramai una connotazione negativa (dittature.. stalin... gulag... eccetera, non stiamo qui a disquisire sul vero o falso, giusto o sbagliato) quindi un buon 70% della gente a mio avviso non sarebbe dalla tua parte. probabilmente mai.

poi penso il modello di "partito di avanguardia" sia davvero da superare concettualmente.
Personalmente non starei dalla parte di un "partito di avanguardia". Poi, se si vogliono intercettare quelle persone che chiedono trasparenza, partecipazione, contatto con le istanze locali ecc... come si può proporre un modello di questo tipo?
L.B.

Anonimo ha detto...

mah, fino a pochi anni fa quel partito prendeva più di quel che ha preso quando ha tolto la "brutta" parola "comunista".
Continuo a ritenere questa società non pronta per un partito al quale aspiri, come dice NA preferisco procedere per piccoli passi, dal basso. E se questa società fosse così culturalmente evoluta, saprebbe andare oltre il nome di un partito (Rifondazione non ha mai spartito nulla con gulag, stalin, dittature, anzi...).
Vorrei dire altro, ma devo andare. Non si può lasciarvi soli un minuto che mi ritrovo 5 nuovi post accidenti!

ciao, ci rivediam tra qualche giorno compagni!
LF

Anonimo ha detto...

infatti rifondazione nn è un partito comunista proprio perchè ha rinnegato la gloriosa storia del socialismo internazionale!!!
j.s.

Anonimo ha detto...

un attimo però: quando la falce il martello c'erano le percentuali erano basse quando il PRC era "di lotta" e alte quando era "di governo".
cioè inevitabilmente socialista-riformista.
lb

Anonimo ha detto...

Rieccomi! Un'ultima capatina sul mio blog preferito. Si, certo percentuali basse, ma mai così basse come quando la falce e martello è sparita :) Comunque ammetto che al di là del simbolo, SA era in difficoltà per svariati motivi, tra i quali non ultimo l'essere vista come un'alleanza di micropartiti, e non come un partito. Ed è indubbio che ci sono parecchie persone disposte a votare Rifondazione solo se può concorrere alla sconfitta di Berlusconi. Ribaltiamo questa logica o complementiamola: alcuni votano per battere Berlusconi, prima ancora del partito i cui ideali gli sono più vicini. Il "voto utile" si è manifestato questa volta con una virulenza spaventosa, ma non era la prima volta che l'elettore l'aveva di fronte. In ogni caso, se non vediamo nel PD un partito con il quale allearci a causa di una distanza ormai spaventosa anche nella programmazione politica, questo handicap permarrà sia che scegliamo di essere e rimanere PRC sia che cambiamo nome e anche una qualche strategia.
Concordo con LB con il fatto che se si sceglie il governo il partito diventa (di passaggio, ma aspirando ad altro: non cancelliamo gli ideali) social-riformista. Il guaio è che sarà un partito social-riformista alleato a un partito... a un partito... boh? Non certo socialista, manco riformista temo. Sicuramente un partito che anteporrà il PIL alle persone, ecco.

Vabbè son cotto e devo far le valigie. Saluti Comunisti.

LF

Anonimo ha detto...

No di certo!
Guardate solo alla cementificazione di Cavriago!