venerdì 3 settembre 2010

LA POLITICA FATTA PER PASSIONE


Cari Democratici, che dire. Non che titoli come "La politica fatta per gioco" o passaggi quali "riflettere, come studenti delle superiori affascinati dai testi sacri del marxismo, sul capitalismo globale" o ancora "la politica come un Hobby, come un simbolo un simbolo da mettere sulle magliette o un manifestino da appendere in camera", possano essere considerati come distensivi per il clima politico locale (sempre per via che un fosso si fa con due sponde).
Provo comunque a ragionare di contenuti lasciando perdere le provocazioni.

Per noi mai più impegni di governo. Personalmente ritengo che la proposta di Bersani sia interessante e condivido le parole del segretario Ferrero. Si ad accordi tecnici, no ad accordi di governo. Mi pare ragionevole concorrere ad uno schieramento che miri a salvaguardare la democrazia (dipenderà poi da con chi e per quali obiettivi) ma non credo sia positiva una partecipazione di Rifondazione ad un governo a guida PD.
Il perchè è semplice: la partecipazione al Prodi II stata disastrosa per Rifondazione, in particolare perchè le politiche portate avanti da quel governo (a larghissima maggioranza PD) tradirono clamorosamente le aspettative dei cittadini.
Ricordo che quel governo votò (tra le altre cose) le missioni in Afghanistan e in Libano, il cuneo fiscale tutto a vantaggio delle imprese, il TFR ai fondi speculativi e gli scalini delle pensioni senza riuscire a dare risposte a precari, migranti, lavoratori e tutti quei cittadini che chiedevano politiche redistributive dopo 5 anni passati con Berlusconi, Bossi, Casini e Fini.
Mi sembra una riflessione seria sulla situazione attuale e su quanto fatto in passato relativa al che fare quando si governa ma anche relativa al contesto in cui il partito si colloca. Ed è una riflessione che probabilmente avrete fatto anche voi nel passaggio dalle sciagurate suggestioni Veltroniane (il partito a vocazione maggioritaria che tanti disastri ha fatto) al pragmatismo del nuovo Ulivo di Bersani.

La stessa riflssione vale per quanto riguarda il governo locale, trovo che siano troppi i punti di divergenza tra PRC e PD-IDV-Socialisti perchè sia possibile ipotizzare una azione amministrativa comune.

Detto questo condivido il fatto che un clima politico da troppo tempo avvelenato e perennemente giocato sul muro contro muro sui giornali (da parte di entrambi gli schieramenti) non sia un bene per i cittadini e per le forze politiche di centro sinistra. Ritengo altresì indispensabile ridare centralità ai partiti.
Penso quindi che si debba lavorare unitariamente su eventuali punti di convergenza per fare fronte comune contro la destra ma nel rispetto dei ruoli (maggioranza e opposizione) e della reciproca autonomia
Alla prossima, compagni!
Luca Brami
Segretario di Circolo

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