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venerdì 4 luglio 2008

UNIONE DEI COMUNI, PERCHE’ IL DIALOGO E’ COSI’ DIFFICILE?


COMUNICATO STAMPA DEL 2 LUGLIO 2008

Apprendiamo che le Unioni dei Comuni stanno sorgendo un po’ ovunque nella nostra Provincia. Ultima in ordine di tempo quella dei Comuni della “Pianura Reggiana”.

Con poco piacere notiamo subito le differenze tra quest’ultima e quella che si va delineando nella Val d’Enza.

Al di là dei contenuti, nell’Unione Pianura Reggiana viene subito percepito il valore che si attribuisce a questo ente, anche solo nella forma: la semplice (per alcuni banale) volontà di dargli un simbolo, indica l’intenzione di volerlo fare apparire ai, e individuare dai, cittadini. Insomma la struttura non si accontenta di rimanere negli uffici dei comuni.

Ma anche nei contenuti all’Unione dei Comuni di Correggio, Campagnola Emilia, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo e San Martino in Rio, vengono attribuite competenze sulla progettualità del territorio. Elemento escluso dall’Unione della Val d’Enza.

La nostra Unione appare invece come semplice mezzo per ottenere finanziamenti dalla Regione (che ha scelto l’Unione come “modello” di ente al quale elargirli). Null’altro. In questa ottica, decadono molte delle potenzialità di questa nuova struttura sovracomunale.

Potenzialità che un emendamento di Rifondazione Comunista, presentato in tutti i comuni della Val d’Enza, ha lo scopo di rilanciare, chiedendo, senza ostruzionismo e senza “blocchi” strumentali, di assegnare a questo nuovo ente maggiori funzioni, anche se non nell’immediato.

Ora, quasi tutti i consigli comunali hanno già dibattuto e votato l’istituzione dell’Unione. In alcuni (come Gattatico e Cavriago) lo statuto non è passato per la mancanza della maggioranza qualificata necessaria, e per l’astensione dei consiglieri del PRC, astensione, e non voto contrario, motivata dalla mancata approvazione del nostro emendamento e dal mancato coinvolgimento nostro e dei cittadini.

Va notato come elemento di volontà positiva che alcuni esponenti della maggioranza in diversi comuni non si sono dimostrati aprioristicamente contrari alla nostra proposta. Addirittura nel consiglio comunale di Montecchio alcuni consiglieri del PD hanno condiviso e/o non giudicato negativo l’emendamento, con un voto a favore e 3 astensioni, e anche il Sindaco si è detto disponibile a discuterlo successivamente, stessa disponibilità, anche se solo a parole, vi è stata da parte del Sindaco di Cavriago in Consiglio comunale. Ci pare questo un segno che la nostra proposta ha un segno costruttivo e propositvo.

La motivazione principale addotta per la bocciatura del nostro emendamento è stata quella della mancanza di tempo. Noi pensiamo invece che bastino alcuni incontri, essendo le maggioranze di tutti i comuni della Val d’Enza guidate dallo stesso partito, il PD, per valutare il nostro emendamento e riproporlo anche in quei pochi comuni dove è stata già approvata l’Unione. Basterebbe, in sostanza, eliminare alcuni pregiudizi di merito e di metodo per sviluppare tutte le potenzialità del nuovo ente.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Coordinamento Val d’Enza

Circoli di Bibbiano, Campegine, Cavriago, Gattatico, Montecchio, San Polo, Sant’Ilario

lunedì 30 giugno 2008

STASERA CONSIGLIO COMUNALE: VERSO L’UNIONE DEI COMUNI


E' successo davvero di tutto in queste due settimane in cui, causa impegni vari, non siamo riusciti ad aggiornare il nostro spazio web.
A livello nazionale le innumervoli porcherie del Governo di (centro) destra portano indietro il paese ai tempi del ventennio e riescono a fare arrabbiare addirittura il premier(re) -ombra Veltroni costringendolo ad un cambio di rotta (causa indici di gradimento in pesante calo) che non si può non tradurre nella presa di coscienza del fallimento completo di un progetto politico (dall'autosufficienza elettorale del PD fino al dialogo con il "ravveduto" Berlusconi IV). Con questa segreteria un partito di sinistra non dovrebbe neanche sedersi a prendere un caffè.

E a Cavriago invece?
Registriamo la soddisfazione con cui la maggioranza locale annuncia la nascita di "Cavriago Infanzia", questa la denominazione scelta per l'azienda speciale contro la cui costituzione ci siamo battuti in tutti questi mesi.
L'amministrazione ha promesso più qualità a minore costo, mantenendo tutto pubblico. I conti rispetto a questa iniziativa li faremo e li faranno i cavriaghesi in futuro.

Intanto stasera (ore 21.00, Sala del Consiglio) il Consiglio comunale va ad approvare la nascita dell'Unione dei Comuni della Val d'Enza, l'ente sovracomuale all'interno del quale abbiamo chiesto (come coordinamento Val d’Enza di Rifondazione) tra le altre cose di inserire i servizi educativi, cosi da avere un solo ente invece di due, riducendo i costi e utilizzando in modo razionale le risorse. E invece nasce più per esigenze burocratiche per reale strategia e lungimiranza politica.
Nuovi consiglieri, presidenti e assessori sono pronti ad essere nominati, con buona pace del contenimento dei costi.
Ribadiamo comunque che Rifondazione da mesi spingeva per l’attuazione di questo ente. Ma ovviamente chiedere il nostro parere non era il caso, molto meglio per la maggioranza far nascere il tutto “in casa”, nelle proprie stanze, senza confronto (né con le forze politiche di opposizione né con i cittadini).

Qui sotto il comunicato stampa del Coordinamento PRC Val d’Enza (per chi ancora sostiene che Rifondazione non è propositiva):

COMUNICATO STAMPA del 25/06/2008

Il “Coordinamento Val d’Enza” del Partito della Rifondazione comunista esprime forti perplessità di metodo e di merito rispetto alla costituzione dell’Unione dei Comuni Val d’Enza.

Sul metodo.
L’Unione dei Comuni è un ente locale a tutti gli effetti che - al pari dei Comuni, delle Province e delle Regioni (TUEL, Art. 2, c. 1) - gestisce funzioni e servizi fondamentali per il sistema di welfare locale.
Un ente di tale importanza necessiterebbe dunque di un processo costitutivo ampio, inclusivo e partecipato dove i vari portatori di interesse territoriali organizzati (associazioni, partiti politici, sindacati) e – soprattutto – i singoli cittadini (sui quali l’Unione impatta notevolmente sia in termini economici che di servizi) siano messi nelle condizioni di essere i principali attori di un confronto pubblico e trasparente teso alla definizione di un progetto comune e condiviso. Dobbiamo purtroppo constatare che tutto ciò non è avvenuto: la costituzione dell’Unione dei Comuni Val d’Enza è avvenuta nel silenzio politico più assoluto. Nessuno dei soggetti soprarichiamati è stato coinvolto nella definizione delle prospettive e delle strategie relative al nuovo ente.

Anche sul piano istituzionale segnaliamo una generale pratica amministrativa autarchica da parte delle varie Giunte locali, ciò è dimostrato nell’approccio utilizzato nei confronti delle minoranze: nella quasi totalità dei Comuni interessati è stata consegnata la bozza dello Statuto dell’Unione solo una decina di giorni prima della sua definitiva approvazione.

Sul merito.
Lo Statuto dell’Unione che in questi giorni verrà approvato dai vari Consigli comunali del distretto prevede l’affidamento in capo al nuovo ente di alcune funzioni che avevano già tutte una gestione sovracomunale (Polizia Locale, Servizio Sociale Integrato e alcuni Coordinamenti). La nuova struttura si manifesta quindi come un semplice nuovo contenitore nel quale inserire attività già esistenti: manca clamorosamente la visione strategica di ciò che si vuole fare.
Noi crediamo che l’Unione dei Comuni sia una straordinaria occasione per mettere finalmente in campo un nuovo modo di amministrare, essa infatti potrebbe consentire il raggiungimento di un duplice obiettivo:

1. mantenere pubblici i servizi alla persona;
2. pianificare una gestione organica del territorio (rispetto anche all’incrocio “domanda-offerta” dei servizi e delle relative strutture).

Sul primo obiettivo: precisato che l’Unione dei Comuni è un ente locale a tutti gli effetti, tale ente permetterebbe una gestione diretta sovracomunale dei servizi alla persona che rappresenterebbe un “argine pubblico” a pratiche di esternalizzazione/privatizzazione simili - ad esempio - a quella del Comune di Cavriago dove si sta costituendo un’Azienda speciale ad hoc per la gestione dei servizi educativi.
A tal proposito ci appare perlomeno incongruente il fatto di inserire all’interno delle funzioni della costituenda Unione dei Comuni Val d’Enza il Coordinamento delle Politiche Educative nel momento in cui ogni singolo Comune utilizza diversi e disomogenei modelli gestionali (al momento esistono infatti “Istituzioni” come nel caso di Gattatico, “gestioni in economia” a Montecchio e S.Ilario, “esternalizzazioni di sezioni” a Bibbiano e – appunto – un’Azienda speciale a Cavriago).

Sul secondo obiettivo: considerata l’altissima densità demografica raggiunta in questi anni in Val d’Enza - frutto di un’espansione urbanistica generalizzata (in alcuni casi fuori controllo) - è così sbagliato pensare di realizzare un unico Piano Regolatore su scala distrettuale dove si tenga conto in modo organico della domanda/offerta dei servizi?
Facciamo un esempio: è oggettivamente razionale che a Barco si costruisca una nuova scuola dell’infanzia (la cui offerta - ancor prima di essere inaugurata - appare già insufficiente visto che al momento esiste una lista d’attesa di 17 bambini) e a Cavriago - a distanza di circa 1 chilometro - se ne costruisca un’altra (probabilmente anch’essa insufficiente considerando l’enorme espansione urbanistica - circa 500 nuovi alloggi - in programma nei prossimi anni)?
Non era maggiormente ragionevole ed economico programmare un’unica struttura (più grande rispetto alla somma delle sezioni previste all’interno delle due strutture che si andranno a realizzare) a servizio dei due Comuni?
Ancora: nell’ipotesi di un’unica pianificazione urbanistica - considerando anche nuovi elementi di contesto come l’apertura del casello autostradale a Campegine - non sarebbe più logico e strategico concentrare eventuali nuove zone industriali in alcuni punti del distretto?
Sul piano abitativo poi - visti i prezzi imposti dal libero mercato - non sarebbe socialmente più opportuno realizzare programmi organici di edilizia sociale? Una pianificazione territoriale di questo tipo non produrrebbe anche effetti positivi sull’ambiente?

In questi giorni stiamo presentando in modo omogeneo in tutti i Consigli comunali emendamenti propositivi allo Statuto della costituenda Unione dei Comuni Val d’Enza che vanno nella direzione di risolvere le criticità sopradescritte.
In questo modo verificheremo se le varie Amministrazioni locali - nella loro complessità un quasi monocolore del Partito Democratico - saranno permeabili ad istanze che noi riteniamo ragionevoli e di buon senso.

Coordinamento PRC Val d’Enza.
Circoli di Bibbiano, Campegine, Cavriago, Gattatico, Montecchio, S. Polo, S. Ilario.

giovedì 12 giugno 2008

LA PRIVATIZZAZIONE DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA

Uno degli intenti dell’attuale maggioranza è stato, fin dai primi mesi dall’insediamento, quelli di privatizzare una delle scuole dell’infanzia.

Il progetto, già sonoramente bocciato nel 2005 tramite una raccolta firme promossa dai genitori e appoggiata e sostenuta da Rifondazione Comunista-Progetto Sociale, viene oggi riproposto, in forma diversa, tramite la costituente “Azienda Speciale per la gestione dei servizi educativi”.

Si tratta di una società giuridicamente autonoma solo formalmente pubblica ma che sostanzialmente apre la porta all’ingresso nel capitale sociale di privati (cooperative?).
Una privatizzazione strisciante, non nella forma ma nella sostanza.
Rifondazione Comunista-Progetto Sociale in tutti questi mesi si è battuta e spesa pubblicamente perché si arrivasse a una soluzione politica che salvaguardasse il carattere totalmente pubblico dei servizi, consentendo di stabilizzare i precari ed aumentare la qualità del servizio: l’Unione dei Comuni.
Siamo stati più volte derisi.

Ora la Giunta oltre all’”Azienda Azienda Speciale per la gestione dei servizi educativi” costituirà un altro ente, l’Unione dei Comuni appunto, che gestirà le diverse attività sovra comunali ma non i servizi per l’infanzia.
Una sovrastruttura che nasce monca e quindi priva di significato politico e strategico e che mostra, a nostro giudizio, tutti i limiti e la poca lungimiranza di una giunta il cui progetto politico è fondato, ancora una volta, sull’occasione.

Infine, aspetto da non sottovalutare, vengono creati non un ente per la gestione di tutti i servizi, come più volte abbiamo chiesto, ma due enti distinti, con nuovi consiglieri, assessori, direttori, presidenti.
Nuove spese a carico del cittadino.

lunedì 31 marzo 2008

UNIONE DEI COMUNI: CHI HA DETTO COSA NEI MESI SCORSI


Piccolo estratto degli articoli apparsi sulla stampa, senza commenti... con fonte e data.
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...[l'Unione dei Comuni] consentirebbe: di far fronte efficacemente alle criticità sopradescritte del Consorzio (presenza delle minoranze negli organi politici collegiali, gestione del personale corrispondente a quella attuale: l'Unione dei Comuni è un Ente Locale a tutti gli effetti); di programmare una gestione urbanistica organica del territorio rispetto anche all'incrocio "domanda-offerta" dei servizi; di attingere a finanziamenti regionali importanti relativi a questa forma gestionale; infine di inglobare all'interno dell'Unione il Consorzio della Polizia Locale e di tutte quelle ipotesi di enti strumentali di secondo livello che fanno e faranno crescere in modo esponenziale i costi politici e quelli di gestione».
Rifondazione Comunista - Progetto sociale - L'Informazione, 27 maggio 2007
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...un Unione di comuni che sommati fanno 57 o 60.000 abitanti prevedono 30 consiglieri comunali 30 consiglieri nominati con un loro gettone a parte e dieci nuovi assessori che dovrebbero essere incaricati come assessori sovracomunali con la loro indennità e con il loro compenso, se questa è una riduzione della politica credo che la cosa faccia ridere...
Mirko Tutino, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cavriago - intervento in consiglio comunale, 28 maggio 2007
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...La forma dell'«Unione dei comuni» invece, ricorda il Prc, è prevista dal nostro ordinamento e «offre importanti opportunità di programmazione, finanziamento, razionalizzazione delle risorse» ed è «l'unica in grado di mantenere pubblici i nostri servizi» . Una forma già sperimentata a Modena e di prossima attivazione anche nel distretto ceramico .
Coordinamento Val d'Enza di Rifondazione Comunista - Gazzetta di Reggio, 21 luglio 2007
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...l'unione è un ente che unisce servizi di vario genere (quindi non solo le scuole) appartenenti a più comuni. Tale forma di associazione prevede la nomina di un sindaco, di una nuova giunta e di un consiglio dell'unione. Un vero e proprio nuovo apparato politico, che la legge ha istituito negli anni '90 con lo scopo prevalente di fondere i piccoli comuni tra loro, creando organismi più grandi e meno dispendiosi. Ci viene un dubbio: siamo forse un comune da sciogliere?...
Il Gruppo Consiliare "Uniti per Cavriago" - Paese Nostro N.5, Ottobre 2007
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A Cavriago si discute di riorganizzazione dei servizi educativi e stabilizzazione dei precari, la proposta del Prc: Unione dei Comuni anche in Val d'Enza, sarà utile a programmare e gestire diversi servizi in modo più efficiente.
Rifondazione Comunista - Progetto sociale - L'Informazione, 19 febbraio 2008
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"L'Unione dei Comuni della Val D'Enza per la gestione dei servizi educativi non è certo una nuova proposta da parte di Rifondazione Comunista [...] quello che però Rifondazione fa finta di non sapere è che gli altri comuni della Val d'Enza non si sono detti favorevoli a tale scelta. Ovvio che, a quel punto, siamo stati costretti a cercare altre strade. Resta il fatto che mentre la giunta cerca di stabilizzare il personale precario, altri propongono strade impercorribili con il solo scopo di essere sempre e comunque "contro" . In questo senso, come giunta, auspichiamo proposte praticabili e non semplici boutade».
Vincezo Delmonte Sindaco del Comune di Cavriago - Giornale di Reggio, 22 febbraio 2008
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«In Finanziaria si indica che troppi consorzi sovracomunali sono incompatibili, e nella zona abbiamo già quello dei vigili urbani, per cui non era possibile proseguire col progetto: ognuno ha quindi deciso di proseguire per proprio conto la gestione dei servizi educativi» . Eppure, l'ipotesi di una struttura unica che gestisca i servizi educativi di tutti i comuni del distretto non è ancora tramontata; semmai, serviranno tempi più lunghi per mandarla in porto . «La possibilità [di una struttura unica che gestisca i servizi educativi] c'è ancora ma in questo caso tutti i comuni dovrebbero impegnarsi a conferire servizi, non solo quelli che si erano detti d'accordo in un primo momento».
Sandro Venturelli, Sindaco del comune di Bibbiano - Giornale di Reggio, 27 febbraio 2008
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Nessun'altra soluzione [oltre all'azienda speciale pubblica] può consentire il raggiungimento di questi obiettivi: l'Unione dei Comuni con l'attuale finanziaria non avrebbe limiti diversi da quelli del Comune di Cavriago. Rifondazione, con i suoi soliti comunicati stampa velenosi, dopo aver fatto per mesi il mestiere dei sindacalisti oggi si cimenta in quello degli avvocati.
Blog del Partito Democratico di Cavriago - 22 marzo 2008
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Le amministrazioni comunali della vai d'Enza si stanno muovendo verso la creazione dell'Unione dei Comuni [...] secondo i sindaci, al nuovo ente dovranno essere affidate le funzioni di polizia municipale e protezione civile, oltre a quella del servizio sociale integrato. [...] nel piano dell'Unione dei Comuni potrebbe anche rientrare l'ente destinato ai servizi educativi proposto tra nelle polemiche dall'amministrazione comunale di Cavriago. Nessuna decisione ufficiale è stata presa.
Giornale di Reggio, Venerdi 27 marzo 2008

lunedì 3 marzo 2008

UNIONE DEI COMUNI, CONTINUANO LE SMENTITE A DELMONTE

COMUNICATO STAMPA 03-03-2008

La scorsa settimana il Sindaco di Cavriago, dopo la nostra nuova sollecitazione a pronunciarsi rispetto alla proposta di creare un’Unione dei Comuni in Val d’Enza, aveva affermato che tale ipotesi “era già stata bocciata dalle altre Amministrazioni”.

Immediata era arrivata la smentita di Sandro Venturelli e Iris Giglioli, rispettivamente Sindaci di Bibbiano e Montecchio, i quali dichiaravano il 27-02-2008 che i Comuni della Val d’Enza hanno rifiutato la proposta di Delmonte relativa alla costituzione di un Consorzio per la gestione dei servizi educativi perché resa impraticabile dalla Finanziaria 2008 (impraticabilità peraltro più volte da noi rimarcata, ma come al solito siamo noi che raccontiamo falsità…), mentre non è era mai stata loro presentata e discussa quella dell’Unione. Nonostante che, nell’assemblea pubblica di presentazione del Bilancio 2008 tenutasi due mesi fa, il nostro primo cittadino aveva considerato l’Unione dei Comuni un’opzione possibile insieme a quella dell’azienda speciale e, ancora, a quella del Consorzio.

Accade poi un altro fatto. Sulla “Gazzetta di Reggio” di domenica 2 marzo viene riportata la notizia della deliberazione, da parte dei Comuni di Scandiano, Casalgrande, Rubiera e Castellarano, della costituzione dell’Unione dei Comuni “Tresinaro-Secchia”. Tale notizia viene poi ripresa e commentata da Cesare Beggi, Sindaco di Quattro Castella e coordinatore provinciale dell’Anci, il quale sostiene che a breve nella provincia di Reggio Emilia verranno costitute altre Unioni dei Comuni, compresa quella della Val d’Enza. Tale indirizzo - spiega Beggi - è condiviso dall’Anci e dalla Lega delle Autonomie Locali, al punto che è già stato siglato un accordo in tal senso con la Regione Emilia-Romagna con l’obiettivo di “avere una miglior qualità dei servizi a minor costo dei cittadini e di proporre servizi che i Comuni da soli, non riuscirebbero ad espletare”. Cioè le stesse cose che diciamo noi da nove mesi!

Chiediamo a Vincenzo Delmonte di uscire allo scoperto e spiegare cosa sta succedendo. Delmonte deve spiegare per quale motivo i Sindaci di Bibbiano e Montecchio e il coordinatore provinciale dell’Anci hanno sentito il bisogno di dire l’opposto di quanto da lui affermato pochi giorni fa. Non vorremmo scoprire che il nostro Sindaco ha mentito per difendere interessi politici di parte, sacrificando i diritti delle lavoratrici e lavoratori dei servizi educativi e la stabilizzazione dei precari, pur di non accogliere le proposte avanzate da Rifondazione Comunista – Progetto Sociale.