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giovedì 18 febbraio 2010

NON UN POSTO DI LAVORO IN MENO!

Sabato saremo a Cavriago alla manifestazione per la difesa dei posti di lavoro del gruppo Mariella Burani. E' infatti fondamentale un'iniziativa comune dei lavoratori, delle forze politiche politiche e sociali, delle istituzioni locali e di tutti coloro che rifiutano - di fronte alla crisi - di diventare "invisibili". La gestione scellerata del gruppo Burani e il fallimento della holding mettono a repentaglio più di 2000 posti di lavoro. E' per questo che riteniamo necessario arrivare in tempi brevi al commissariamento della società per rilanciare il piano industriale e la produzione del gruppo. L'Assessore regionale alle Attività Produttive Campagnoli ha sottolineato, nei giorni scorsi, l'opportunità dell'amministrazione straordinaria e la possibilità concreta di un rilancio produttivo. Bene, ora chiediamo che alle parole seguano i fatti e che ognuno faccia la propria parte. E vogliamo anche ribadire che è allucinante che, a fronte di crisi aziendali che sono drammaticamente all'ordine del giorno, il governo non stia facendo nulla di nulla per i lavoratori. Per tutto questo noi ci saremo.

Nando Mainardi - segretario Prc Emilia-Romagna

Mirco Tincani - segretario Prc Federazione Reggio Emilia

Luca Brami segretario Prc circolo di Cavriago

mercoledì 17 febbraio 2010

CRISI MARIELLA BURANI: RASSEGNA STAMPA

Lunedi sera (15 febbraio) consiglio comunale aperto sulla crisi dei burani, oltre al fatto della manifestazione che abbiamo già riportato ieri sono successe molte altre cose , vediamo cosa dicono oggi di giornali

La Gazzetta di Reggio:

Il Resto del Carlino:

L'Informazione di Reggio Emilia:


Il Giornale di Reggio:

venerdì 27 novembre 2009

ACQUA BENE COMUNE

L’acqua muove circa 6 miliardi di euro all’anno, soldi che ovviamente interessano speculatori e affaristi: sono queste le esigenze a cui si è voluto dare risposta con la privatizzazione dell'acqua. Altro che ad aumentare l’efficacia e l’efficienza del servizio a beneficio dei cittadini, come dicono i vari portavoce di PDL e Lega.

Come in diversi comuni italiani anche a Cavriago si tenta di fare il possibile per opporsi alla privatizzazione dell’acqua. In questo senso va letta la mozione presentata dal gruppo consiliare Cavriago Comune che ieri sera è stata approvata all'unanimità dal consiglio.

La mozione approvata impegna, tra le altre cose, il Consiglio Comunale di Caviago a "costituzionalizzare" il diritto all'acqua riconoscendo nel proprio Statuto Comunale il "Diritto Umano all'acqua", ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico.

La mozione inoltre impegna la Sindaco e la Giunta ad intervenire presso la Regione Emilia Romagna affinché la stessa avvii ricorso presso la Corte Costituzionale (vedi Regione Puglia) contro la privatizzazione dell’acqua.

Siamo molto soddisfatti di questo voto.

venerdì 20 novembre 2009

L'ACQUA DEL SINDACO

In questi giorni in tanti si stanno mobilitando contro la privatizzazione dell'acqua. Petizioni on line, annunci di referendum, mozioni nei consigli comunali. E' quest'ultimo il caso di Cavriago: come anticipato i consiglieri comunali di Cavriago Comune chiederanno di introdurre alcune significative modifiche allo statuto comunale con l'obiettivo di "costituzionalizzare" l'acqua.
La mozione chiede anche di promuovere una cultura di salvaguardia dell'acqua attraverso azioni di informazione e di contrasto al crescente uso delle acque minerali.
Una delle proposte può essere quella di introdurre distributori di acqua pubblica accessibili a tutti i cittadini.
Quello in fotografia è quello installato a Sant'Ilario i cui risultati sono davvero significativi: spesso capita che al distributori ci sia la gente in fila!
I risultati, oltre ad essere positivi per l'ambiente (riduzione delle bottiglie di plastica, riduzione del trasporto su gomma), sono anche apprezzabili per le tasche dei cittadini, l'acqua del distributore è gratis, quella in bottiglia di plastica... no!

mercoledì 18 novembre 2009

A CHI VOLETE DARLA A BERE?


L'acqua pubblica deve essere venduta ai privati: tutto deciso a Roma per decreto. Cosa penseranno gli elettori della Lega Nord? Dopo aver eliminato l'ICI (togliendo cosi autonomia agli Enti Locali), cosa dovrà pensare ora chi vuole essere «padrone a casa sua»?

Che da Roma si decida di vendere l'acqua del "popolo del nord" non piace alla Lega, che lo dice ma intanto vota la fiducia alla vendita dell'acqua pubblica ai privati, al mercato, alla borsa, agli speculatori. Cosa chiederanno in cambio i Lumbard? Altre poltrone da governatore? Altro che Roma ladrona!
Ci chiediamo infine come potranno rispondere alla mozione proposto da Cavriago Comune i consiglieri Casali e Leoni per salvare capra e cavoli.
Voteranno contro, prendendo posizione per la finanza, gli speculatori, i grandi interessi che spingono per la privatizzazione o voteranno a favore, prendendo posizione dalla parte dei cittadini?

giovedì 12 novembre 2009

CONTRO TUTTE LA MAFIE - AGGIORNAMENTO

Nel consiglio comunale del 10 novembre è stata approvata la mozione del gruppo consiliare Cavriago Comune che condanna e disapprova l’iniziativa del Sindaco e della Giunta Comunale di Ponteranica di cancellare l’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato.

La stessa mozione delega alla conferenza dei capigruppo lo studio di iniziative finalizzate a proporre iniziative e progetti tesi a promuovere nel territorio, soprattutto in riferimento alle giovani generazioni, una cultura di contrasto del fenomeno mafioso valorizzando la memoria di Giuseppe Impastato e di tutte le vittime della mafia.


Ottimo risultato!

martedì 27 ottobre 2009

CONTRO TUTTE LE MAFIE

Giuseppe Impastato, detto Peppino, è stato promotore negli anni ’70 a Cinisi (Palermo) di un’instancabile e straordinaria attività politica e culturale di denuncia contro le mafie e i suoi traffici criminosi e che per questo è stato barbaramente ucciso il 9 maggio 1978 all’età di 30 anni. Solo nel 2002, dopo 24 anni di tormentate vicende, la giustizia è riuscita a condannare gli assassini di Peppino e ad individuare il mandante dell’omicidio nel boss mafioso Tano Badalamenti.
Recentemente il sindaco leghista di Ponteranica (BG), ha deciso di cancellare l’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato rimuovendo la targa dedicata alla memoria del giovane siciliano ucciso dalla mafia.

In una mozione che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale il gruppo consiliare Cavriago Comune chiede di condannare e disapprovare l’iniziativa del Sindaco e della Giunta Comunale di Ponteranica di cancellare l’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato.

Nella stessa mozione viene inoltre chiesto di istituire una apposita Commissione consiliare finalizzata a proporre iniziative e progetti tesi a promuovere nel territorio, soprattutto in riferimento alle giovani generazioni, una cultura di contrasto del fenomeno mafioso valorizzando la memoria di Giuseppe Impastato e di tutte le vittime della mafia.

Sono due azioni importanti, sosteniamole.

lunedì 30 giugno 2008

STASERA CONSIGLIO COMUNALE: VERSO L’UNIONE DEI COMUNI


E' successo davvero di tutto in queste due settimane in cui, causa impegni vari, non siamo riusciti ad aggiornare il nostro spazio web.
A livello nazionale le innumervoli porcherie del Governo di (centro) destra portano indietro il paese ai tempi del ventennio e riescono a fare arrabbiare addirittura il premier(re) -ombra Veltroni costringendolo ad un cambio di rotta (causa indici di gradimento in pesante calo) che non si può non tradurre nella presa di coscienza del fallimento completo di un progetto politico (dall'autosufficienza elettorale del PD fino al dialogo con il "ravveduto" Berlusconi IV). Con questa segreteria un partito di sinistra non dovrebbe neanche sedersi a prendere un caffè.

E a Cavriago invece?
Registriamo la soddisfazione con cui la maggioranza locale annuncia la nascita di "Cavriago Infanzia", questa la denominazione scelta per l'azienda speciale contro la cui costituzione ci siamo battuti in tutti questi mesi.
L'amministrazione ha promesso più qualità a minore costo, mantenendo tutto pubblico. I conti rispetto a questa iniziativa li faremo e li faranno i cavriaghesi in futuro.

Intanto stasera (ore 21.00, Sala del Consiglio) il Consiglio comunale va ad approvare la nascita dell'Unione dei Comuni della Val d'Enza, l'ente sovracomuale all'interno del quale abbiamo chiesto (come coordinamento Val d’Enza di Rifondazione) tra le altre cose di inserire i servizi educativi, cosi da avere un solo ente invece di due, riducendo i costi e utilizzando in modo razionale le risorse. E invece nasce più per esigenze burocratiche per reale strategia e lungimiranza politica.
Nuovi consiglieri, presidenti e assessori sono pronti ad essere nominati, con buona pace del contenimento dei costi.
Ribadiamo comunque che Rifondazione da mesi spingeva per l’attuazione di questo ente. Ma ovviamente chiedere il nostro parere non era il caso, molto meglio per la maggioranza far nascere il tutto “in casa”, nelle proprie stanze, senza confronto (né con le forze politiche di opposizione né con i cittadini).

Qui sotto il comunicato stampa del Coordinamento PRC Val d’Enza (per chi ancora sostiene che Rifondazione non è propositiva):

COMUNICATO STAMPA del 25/06/2008

Il “Coordinamento Val d’Enza” del Partito della Rifondazione comunista esprime forti perplessità di metodo e di merito rispetto alla costituzione dell’Unione dei Comuni Val d’Enza.

Sul metodo.
L’Unione dei Comuni è un ente locale a tutti gli effetti che - al pari dei Comuni, delle Province e delle Regioni (TUEL, Art. 2, c. 1) - gestisce funzioni e servizi fondamentali per il sistema di welfare locale.
Un ente di tale importanza necessiterebbe dunque di un processo costitutivo ampio, inclusivo e partecipato dove i vari portatori di interesse territoriali organizzati (associazioni, partiti politici, sindacati) e – soprattutto – i singoli cittadini (sui quali l’Unione impatta notevolmente sia in termini economici che di servizi) siano messi nelle condizioni di essere i principali attori di un confronto pubblico e trasparente teso alla definizione di un progetto comune e condiviso. Dobbiamo purtroppo constatare che tutto ciò non è avvenuto: la costituzione dell’Unione dei Comuni Val d’Enza è avvenuta nel silenzio politico più assoluto. Nessuno dei soggetti soprarichiamati è stato coinvolto nella definizione delle prospettive e delle strategie relative al nuovo ente.

Anche sul piano istituzionale segnaliamo una generale pratica amministrativa autarchica da parte delle varie Giunte locali, ciò è dimostrato nell’approccio utilizzato nei confronti delle minoranze: nella quasi totalità dei Comuni interessati è stata consegnata la bozza dello Statuto dell’Unione solo una decina di giorni prima della sua definitiva approvazione.

Sul merito.
Lo Statuto dell’Unione che in questi giorni verrà approvato dai vari Consigli comunali del distretto prevede l’affidamento in capo al nuovo ente di alcune funzioni che avevano già tutte una gestione sovracomunale (Polizia Locale, Servizio Sociale Integrato e alcuni Coordinamenti). La nuova struttura si manifesta quindi come un semplice nuovo contenitore nel quale inserire attività già esistenti: manca clamorosamente la visione strategica di ciò che si vuole fare.
Noi crediamo che l’Unione dei Comuni sia una straordinaria occasione per mettere finalmente in campo un nuovo modo di amministrare, essa infatti potrebbe consentire il raggiungimento di un duplice obiettivo:

1. mantenere pubblici i servizi alla persona;
2. pianificare una gestione organica del territorio (rispetto anche all’incrocio “domanda-offerta” dei servizi e delle relative strutture).

Sul primo obiettivo: precisato che l’Unione dei Comuni è un ente locale a tutti gli effetti, tale ente permetterebbe una gestione diretta sovracomunale dei servizi alla persona che rappresenterebbe un “argine pubblico” a pratiche di esternalizzazione/privatizzazione simili - ad esempio - a quella del Comune di Cavriago dove si sta costituendo un’Azienda speciale ad hoc per la gestione dei servizi educativi.
A tal proposito ci appare perlomeno incongruente il fatto di inserire all’interno delle funzioni della costituenda Unione dei Comuni Val d’Enza il Coordinamento delle Politiche Educative nel momento in cui ogni singolo Comune utilizza diversi e disomogenei modelli gestionali (al momento esistono infatti “Istituzioni” come nel caso di Gattatico, “gestioni in economia” a Montecchio e S.Ilario, “esternalizzazioni di sezioni” a Bibbiano e – appunto – un’Azienda speciale a Cavriago).

Sul secondo obiettivo: considerata l’altissima densità demografica raggiunta in questi anni in Val d’Enza - frutto di un’espansione urbanistica generalizzata (in alcuni casi fuori controllo) - è così sbagliato pensare di realizzare un unico Piano Regolatore su scala distrettuale dove si tenga conto in modo organico della domanda/offerta dei servizi?
Facciamo un esempio: è oggettivamente razionale che a Barco si costruisca una nuova scuola dell’infanzia (la cui offerta - ancor prima di essere inaugurata - appare già insufficiente visto che al momento esiste una lista d’attesa di 17 bambini) e a Cavriago - a distanza di circa 1 chilometro - se ne costruisca un’altra (probabilmente anch’essa insufficiente considerando l’enorme espansione urbanistica - circa 500 nuovi alloggi - in programma nei prossimi anni)?
Non era maggiormente ragionevole ed economico programmare un’unica struttura (più grande rispetto alla somma delle sezioni previste all’interno delle due strutture che si andranno a realizzare) a servizio dei due Comuni?
Ancora: nell’ipotesi di un’unica pianificazione urbanistica - considerando anche nuovi elementi di contesto come l’apertura del casello autostradale a Campegine - non sarebbe più logico e strategico concentrare eventuali nuove zone industriali in alcuni punti del distretto?
Sul piano abitativo poi - visti i prezzi imposti dal libero mercato - non sarebbe socialmente più opportuno realizzare programmi organici di edilizia sociale? Una pianificazione territoriale di questo tipo non produrrebbe anche effetti positivi sull’ambiente?

In questi giorni stiamo presentando in modo omogeneo in tutti i Consigli comunali emendamenti propositivi allo Statuto della costituenda Unione dei Comuni Val d’Enza che vanno nella direzione di risolvere le criticità sopradescritte.
In questo modo verificheremo se le varie Amministrazioni locali - nella loro complessità un quasi monocolore del Partito Democratico - saranno permeabili ad istanze che noi riteniamo ragionevoli e di buon senso.

Coordinamento PRC Val d’Enza.
Circoli di Bibbiano, Campegine, Cavriago, Gattatico, Montecchio, S. Polo, S. Ilario.