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giovedì 24 marzo 2011

LE NOSTRE POSIZIONI




NO alla GUERRA del PETROLIO
NO alla FOLLIA NUCLEARE
SI all'ACQUA PUBBLICA

giovedì 3 febbraio 2011

2 SI PER L'ACQUA BENE COMUNE

Domenica 6 Febbraio: cena di raccolta fondi per la campagna referendaria organizzata dal comunitato provinciale Acqua Bene Comune

"2 si per l'acqua bene comune"

Sala della Parrocchia di San Bartolomeo, Via Dante Freddi - Reggio Emilia
ORE 19:30 - cena e musica dal vivo.
Prezzo: 20€ a testa (10 per i bimbi).

Menù vegetariano su richiesta.

Per info e prenotazioni:
Scrivi a acquapubblica.re@gmail.com
Telefona a Tommaso (3484932443) - Marco (3473284906)

sabato 29 maggio 2010

IL PROGRAMMA DELLA FESTA



Sabato 29: musica dal vivo con Johnny e Adelmo
- "Quando il pubblico non se la beve" incontro con Stefano Risso (Acqua pubblica Torino) ed Emiliano Codeluppi (Comitato acqua bene comune Reggio Emilia)

Domenica 30, dal pomeriggio: birra, grigliate e concerti di gruppi locali:
One leg man
Black hat finger
Breakdown
Dharma
Aggressive Crew

in serata: PhP

- Ore 21.00 Emergency - Afghanistan, fotoracconto di Sara Radighieri

Martedì 1 giugno: Gara amatoriale di ballo liscio con esibizioni di professionisti.

- Incontro sulla crisi del Mariella Burani Fashion Group con Nicola Fangareggi (direttore reggio24ore.com) e Matteo Gaddi, responsabile dipartimento nord PRC.

Tutte le sere ristorante pesce e tradizionale, gnocco fritto, bar, libreria, mercatino, banchetti associazioni e mostra Fotografica: "Red Flag Rave Party - cavriago, piazza lenin, 31 dicembre 1991"

giovedì 27 maggio 2010

SABATO 29: QUANDO IL PUBBLICO NON SE LA BEVE

Sabato 29 maggio, ore 20.30 all'area dibattiti della festa si svolgerà l'incontro dal titolo:

"QUANDO IL PUBBLICO NON SE LA BEVE"

con Stefano Risso, Comitato Acqua Pubblica Torino

coordina Emiliano Codeluppi, Comitato Acqua Bene Comune Reggio Emilia

durante tutta la durata della festa (29 e 30 Maggio, 1° Giugno) sarà possibile firmare per i tre referendum sull'acqua pubblica

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune di Reggio Emilia
tel - 3484932443 3491967628
mail - acquapubblica.re@gmail.com
web - acquapubblicare.wordpress.com
facebook - http://www.facebook.com/group.php?gid=337425369269"

venerdì 9 aprile 2010

IL REFERENDUM PER L'ACQUA PUBBLICA DEVE ESSERE UNA BATTAGLIA COMUNE


Italia dei valori ha deciso di presentare per i primi di maggio una serie di richieste referendarie tra cui un testo sull'ACQUA. Tutto ciò è gravissimo, sia perchè è inutile e dispersivo sia perchè di fatto scavalcano il forum dei movimenti per l'acqua e tutti i cittadini che esso rappresenta (una vastissima coalizione sociale ha appena depositato tre quesiti referendari per l’acqua pubblica e ha lanciato l’avvio di una grande raccolta firme...)

Sono stati indettti 3 giorni di mailbombing (conclusi ieri) nei confronti dei rappresentanti dell'IDV.

Si chiede rispetto verso un percorso che tantissime donne e tantissimi uomini hanno costruito in questi anni in tutti i territori del Paese.
Si chiede di recedere immediatamente dal proposito annunciato e di incontrare il Comitato promotore dei quesiti depositati per collaborare alla comune battaglia.

mercoledì 13 gennaio 2010

ACQUA BENE COMUNE? IN PROVINCIA NO!



Lunedi 11 gennaio si è tenuta la seduta straordinaria aperta del Consiglio Provinciale dedicata al tema dell’acqua chiesta da Rifondazione Comunista.

Riportiamo inoltre l'intervento del Consigliere Provinciale del PRC Alberto Ferrigno:

Vediamo una parte politica che a parole si pronuncia a favore dell’acqua pubblica, negando quello che invece il provvedimento del Governo produce: la privatizzazione dell’acqua. Contrapporsi a questa operazione non rappresenta una battaglia di natura ideologica, ma è evidente che la gestione di un privato non può essere volta al bene collettivo, ma ad un interesse privato, dovendo produrre utili.

Se si spendono parole egregie per il lavoro di quella che era Agac, perché il Governo impone la privatizzazione? Perché poi, passando alla fusione di Enìa con Iride, a nessuno è stata data la possibilità di intervenire o conoscere i fatti. Nessuno ha nemmeno risposto alla richiesta fatta dai sindacati di un incontro, rivolta ai sindaci Delrio, Chiamparino e Vincenzi. Si tratta di un’operazione di cui nessuno conosce nulla e crea un vuoto intorno a questa operazione che andrebbe colmato. Non comprendo a questo proposito la posizione del Pd che ha di fatto permesso una quotazione in borsa di Enìa, senza alcuna garanzia di una maggioranza pubblica, visto che lo Statuto non prevede il vincolo del 50 per cento. Così anche il Pd ha avallato la privatizzazione dell’azienda e non capisco come tale operazione si possa conciliare con l’avversione espressa in quest’aula al decreto Ronchi. Adesso questo provvedimento del Governo - oltre a ricalcare un percorso che fa mettere le mani privati sulle aziende che finora erano municipalizzare - va a penalizzare ulteriormente la situazione dei lavoratori delle aziende in questione.

Riportiamo inoltre parte del comunicato rilasciato il 13 gennaio dal comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia condiviso anche dal Comitato in difesa dei beni comuni della Val d'Enza:

Il Pd ha presentato un ordine del giorno ben scritto e apprezzabile nella forma. La sostanza era però abbastanza deludente. Al di là delle belle parole, dei buoni propositi e dell’evidente condanna al decreto Ronchi non vi erano però impegni concreti e prese di posizioni precise. Sono tutti d’accordo che l’acqua sia quella cosa umida e blu, che sia un bene da tutelare, che nel mondo cominci a scarseggiare ma non si riesce ad esprimersi sulla sua natura. L’acqua per il Pd può essere ed è un bene a rielvanza economica e come tale va gestito con spa e ricerca di profitto.

Come comitato abbiamo presentato un ordine del giorno ben diverso e ben più chiaro. Si chiedeva di decretare l’acqua un bene privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini. (continua).

Pubblichiamo infine un intervento dello stesso consigliere Ferrigno preso da Reggionelweb:

Il Consiglio Provinciale straordinario sull’acqua ha segnato una svolta nella politica della comunità reggiana contrapponendo il PD e l’IDV ai comitati. Il comitato acqua pubblica e il coordinamento dei comitati della val d’enza hanno presentato un documento chiaro per la salvaguardia dell’acqua come bene comune e contro la privatizzazione della stessa, argomentando attraverso numerosi e puntuali interventi in aula sulla necessità di inserire nello statuto, come fatto a Cavriago e San Polo, che l’acqua è un bene “privo di rilevanza economica”. Alla fine della discussione però il PD e l’IDV hanno unito i loro voti a quelli delle destre e della lega per esprimere un voto contrario al documento dei comitati sostenuto solo da Rifondazione Comunista. La maggioranza tra l’indignazione dei comitati ha votato un odg alternativo che rappresenta un miscuglio di ovvietà e contraddizioni come quando si afferma che l’acqua non deve essere assoggettata alle logiche di mercato e poi si rivendica la scelta di quotare enia in borsa privatizzando l’acqua. Invierò il verbale della seduta al Presidente Berlusconi che certamente sarà felice quando apprenderà che Di Pietro e Bersani in Parlamento sono contro il decreto Ronchi mentre a Reggio Emilia i loro colonnelli privatizzano Enia con l’acqua e i rifiuti insieme al PDL e la Lega.

mercoledì 9 dicembre 2009

NASCE IL COORDINAMENTO DIFESA BENI COMUNI DELLA VAL D'ENZA

Lo scorso 1 dicembre al circolo di Rifondazione Comunista di Cavriago ha avuto luogo l’incontro costitutivo del Coordinamento Difesa Beni Comuni della Val d’Enza, un coordinamento aperto a tutte le forze che si oppongono alla privatizzazione dei beni comuni, a partire dall'acqua.

Obiettivo del coordinamento è quello di riportare nell’agenda politica delle comunità reggiane e delle amministrazioni locali il tema della difesa dei beni comuni, per garantirne l'accesso ad ogni persona. La prima battaglia in programma è quella di contrastare tutte le politiche di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi legati all'acqua.
Per questo sia il decreto Ronchi, che privatizza servizi e beni comuni, sia la scelta dell'unificazione Enìa-Iride, così come si sta prefigurando, vengono contrastati dal movimento.

Tutte le forze firmatarie si impegnano a presentare nei consigli comunali (a Cavriago è già stato fatto) dove sono presenti un ordine del giorno comune che impegni le giunte degli otto comuni della Val d’Enza a modificare nello statuto la definizione di acqua quale “bene a non rilevanza economica” con l’obiettivo di mantenerne proprietà e gestione pubblica, ovvero di tutti i cittadini. A questa iniziativa seguiranno campagne informative nelle piazze, la raccolta di firme per l'eventuale referendum contro il decreto Ronchi e l’organizzazione di iniziative pubbliche volte a sensibilizzare le persone su questo tema di vitale importanza.

Per suggellare la nascita del coordinamento e informare la cittadinanza, il coordinamento organizza una conferenza stampa di presentazione per giovedì 10 dicembre alle ore 9.30 presso la Sala Consigliare del Comune di Cavriago.

Promotori dell'iniziativa: Italia dei Valori; Cavriago a 5 stelle - Gruppo Val d’Enza; Comitato Provinciale Acqua Bene Comune di Reggio (membro del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua); Movimento Stop al consumo di territorio – Comitato reggiano; Il Quinto Colle – Quattro Castella; Lista Civica Cavriago Comune; Lista Civica Lavorare per Sant’Ilario; Partito della Rifondazione Comunista; Sinistra e libertà; Sinistra Gattatico.

venerdì 27 novembre 2009

ACQUA BENE COMUNE

L’acqua muove circa 6 miliardi di euro all’anno, soldi che ovviamente interessano speculatori e affaristi: sono queste le esigenze a cui si è voluto dare risposta con la privatizzazione dell'acqua. Altro che ad aumentare l’efficacia e l’efficienza del servizio a beneficio dei cittadini, come dicono i vari portavoce di PDL e Lega.

Come in diversi comuni italiani anche a Cavriago si tenta di fare il possibile per opporsi alla privatizzazione dell’acqua. In questo senso va letta la mozione presentata dal gruppo consiliare Cavriago Comune che ieri sera è stata approvata all'unanimità dal consiglio.

La mozione approvata impegna, tra le altre cose, il Consiglio Comunale di Caviago a "costituzionalizzare" il diritto all'acqua riconoscendo nel proprio Statuto Comunale il "Diritto Umano all'acqua", ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico.

La mozione inoltre impegna la Sindaco e la Giunta ad intervenire presso la Regione Emilia Romagna affinché la stessa avvii ricorso presso la Corte Costituzionale (vedi Regione Puglia) contro la privatizzazione dell’acqua.

Siamo molto soddisfatti di questo voto.

venerdì 20 novembre 2009

L'ACQUA DEL SINDACO

In questi giorni in tanti si stanno mobilitando contro la privatizzazione dell'acqua. Petizioni on line, annunci di referendum, mozioni nei consigli comunali. E' quest'ultimo il caso di Cavriago: come anticipato i consiglieri comunali di Cavriago Comune chiederanno di introdurre alcune significative modifiche allo statuto comunale con l'obiettivo di "costituzionalizzare" l'acqua.
La mozione chiede anche di promuovere una cultura di salvaguardia dell'acqua attraverso azioni di informazione e di contrasto al crescente uso delle acque minerali.
Una delle proposte può essere quella di introdurre distributori di acqua pubblica accessibili a tutti i cittadini.
Quello in fotografia è quello installato a Sant'Ilario i cui risultati sono davvero significativi: spesso capita che al distributori ci sia la gente in fila!
I risultati, oltre ad essere positivi per l'ambiente (riduzione delle bottiglie di plastica, riduzione del trasporto su gomma), sono anche apprezzabili per le tasche dei cittadini, l'acqua del distributore è gratis, quella in bottiglia di plastica... no!

mercoledì 18 novembre 2009

A CHI VOLETE DARLA A BERE?


L'acqua pubblica deve essere venduta ai privati: tutto deciso a Roma per decreto. Cosa penseranno gli elettori della Lega Nord? Dopo aver eliminato l'ICI (togliendo cosi autonomia agli Enti Locali), cosa dovrà pensare ora chi vuole essere «padrone a casa sua»?

Che da Roma si decida di vendere l'acqua del "popolo del nord" non piace alla Lega, che lo dice ma intanto vota la fiducia alla vendita dell'acqua pubblica ai privati, al mercato, alla borsa, agli speculatori. Cosa chiederanno in cambio i Lumbard? Altre poltrone da governatore? Altro che Roma ladrona!
Ci chiediamo infine come potranno rispondere alla mozione proposto da Cavriago Comune i consiglieri Casali e Leoni per salvare capra e cavoli.
Voteranno contro, prendendo posizione per la finanza, gli speculatori, i grandi interessi che spingono per la privatizzazione o voteranno a favore, prendendo posizione dalla parte dei cittadini?

martedì 17 novembre 2009

ACQUA BENE COMUNE - AGGIORNAMENTO

Come detto alcuni giorni fa è in via di approvazione un decreto legge del governo che prevede la privatizzazione dei servizi pubblici locali.
Tale decreto obbliga i comuni a mettere sul mercato i propri servizi tra cui quelli idrici, imponendo un massimo del 30% alla partecipazione pubblica.

Si va in controtendenza rispetto a tutto il resto del mondo per fare l'ennesimo grande regalo agli speculatori!

In molti si stanno mobilitando. A Cavriago, nel prossimo consiglio comunale, il gruppo consiliare Cavriago Comune presenterà una mozione che prevede:
a) il riconoscimento nello statuto Comunale del “Diritto Umano all’acqua” (ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico);
b) la conferma che il principio della proprietà e della gestione del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
c) il riconoscimento che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

E' importante che venga approvata, sosteniamola!

martedì 10 novembre 2009

ACQUA BENE COMUNE

Recentemente il Governo, con il decreto legge 135/09, ha accelerato verso a liberalizzazione delle acque pubbliche. Il provvedimento sarà discusso a partire da oggi (martedì 10 Novembre) in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, l’iter dovrà concludersi entro il 24 Novembre.
Se il decreto, che porta la firma di Fitto e Calderoli (alla faccia del federalismo e delle autonomie locali!) dovesse passare obbligherebbe tutti i comuni italiani a mettere in gara d'appalto i propri servizi idrici, introducendo, per legge, la soglia del 30% al pubblico e del 70% al privato

L’intento è chiaro: privatizzare l’acqua, consentendo a finanzieri, banchieri e speculatori di fare profitti su un bene pubblico fondamentale e indispensabile.

Con questo decreto, tra l’altro, l’Italia va in controtendenza rispetto per esempio a Francia e Germania che dopo aver privatizzato in anni passati ora tornano sui loro passi ri-nazionalizzando l’acqua.

Il forum italiano dei movimenti per l’acqua, che ovviamente esprime la propria contrarietà all'ingresso dei privati e al gioco delle Società Per Azioni, lancia una petizione on line contro il decreto.

Intanto ci chiediamo: Rifondazione si è battuta (da sola) perché la fusione tra Enia e Iride non garantiva che il 51% della società sarebbe rimasto in mano pubblica. Una scelta di coerenza che è costata l’espulsione della maggioranza che governava e governa Reggio Emilia. Perché aspettarsi che oggi, che la privatizzazione viene imposta per decreto legge dell’acqua, qualche altro partito, oltre a Rifondazione, sia contrario?

mercoledì 2 settembre 2009

ACQUA DA VEDERE, ACQUA DA BERE - AGGIORNAMENTO

Abbiamo rinvenuto il disegno del progetto vincitore del concorso Le rotatorie come strumento per identificare e valorizzare il territorio" premiato con 1.200 €.
Si tratta di una scultura in marmo ideata da Luca Prandini (www.lucaprandini.com), che avrebbe dovuto essere collocata al centro della rotonda del San Remo.
La scultura aveva un costo preventivato di 17.000 euro e, nelle intenzioni dell'autore, avrebbe dovuto essere realizzata da una cooperativa sociale.
L'idea che sottende all'opera è quella di realizzare un monumento all'acqua senza sprecarne una goccia.

martedì 1 settembre 2009

ACQUA DA VEDERE, ACQUA DA BERE

La novità del paese (mentre nubi sempre più scure si addensano sul Mariella Burani Fashion Group) è senza dubbio la nuova rotonda con annessa fontana.
Tutti ne parlano: giornali locali, facebook, persino un "telegiornale" nazionale, Studio Aperto, forse a corto di notizie sulla Canalis, le ha dedicato un servizio. Bella, brutta, cambiamola, almeno il colore. Ogni cavriaghese ha la sua idea e c'è già chi propone un concorso per sistemare il fontanone.
Eppure ricordiamo che il Comune un concorso pubblico per decidere l'arredo delle rotonde lo aveva già fatto, con tanto di mostra e premio in denaro per i vincitori.
Il concorso si chiamava "Le rotatorie come strumento per identificare e valorizzare il territorio" e venne realizzato nel 2007.
Dei 44 lavori pervenuti i 5 vincitori hanno ricevuto 1.200 euro al lordo delle ritenute di legge (pari al 25%) e la mostra è stata fatta in Comune nel Gennaio 2008.
In ogni rotonda il vincitore avrebbe dovuto essere citato mediante una targa che avrebbe dovuto recare la dicitura “da un’idea di....”. Sarebbe interessante poter rivedere ora il progetto premiato (e non realizzato) e confrontarlo con l'attuale rotonda...

Con questo primo post post-vacanziero, vogliamo anche contribuire alla discussione: la rotonda rende più vivibile la zona, questo è fuori discussione, ma sarebbe stata la stessa cosa se dentro alla rotonda ci fosse stato un arredo tradizionale (fiori, o piante, o pietre), e conseguente un risparmio dei costi. Così facendo, non si potevano utilizzare i soldi di uno degli sponsor per la realizzazione di una fontana pubblica, in un punto qualsiasi del paese, per la distribuzione di acqua potabile? Se, quindi, invece di utilizzare l'acqua come arredo, gli si riconoscesse il suo valore concreto di bene pubblico?
I distributori di acqua pubblica, lo ricordiamo, contribuiscono alla diminuzione dei rifiuti, in particolare delle bottiglie di plastica, e abbattono l'inquinamento del trasporto su gomma.
Numerosi comuni della provincia hanno adottato le fontane. Ma non come arredo al centro di una rotonda: più semplicemente, e più utilmente, per la distribuzione dell'acqua pubblica.