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giovedì 16 settembre 2010

SULLA QUESTIONE DEI RIFIUTI


Apprezziamo che il Partito Democratico di Cavriago abbia voluto assumersi pubblicamente la responsabilità politica della scelta di applicare cinque anni di retroattività sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA).
Apprezziamo il coraggio ma non condividiamo la scelta di questo aggravio per i cittadini. Crediamo infatti che non sia giusto applicare 5 anni di retroattività per la TIA dal momento in cui chi è in fallo non sapeva e non poteva sapere di esserlo.
Il fatto che oltre il 70% dei cavriaghesi non sia in regola con il regolamento del 1995 dimostra infatti in modo abbastanza inequivocabile che c'è stato un deficit di informazione da parte del Comune. Non è possibile dire oggi, come è stato detto ad alcune persone che chiedevano informazioni al Sindaco, che il Comune non è obbligato ad informare sui nuovi obblighi derivanti dal cambiamento del regolamento. Non è possibile affermare che siano i cittadini a doversi informare sulla Gazzetta Ufficiale e sostenere che l’ignoranza non è ammessa di fronte alla legge!
Chiediamo quindi all'amministrazione di eliminare i 5 anni di retroattività, pensiamo infatti che la strada da percorrere sia un’altra: fare una campagna informativa, dando la possibilità ai cittadini di sistemare le proprie posizioni entro un anno, inviando le contestazioni e applicando la retroattività solamente a coloro ancora inadempienti dopo il termine fissato.
Sarebbe un modo per spiegare ai cavriaghesi le ragioni di una scelta, prima che questa vada ad impattare sulla loro vita, prima che arrivino le contestazioni e le bollette da pagare nelle cassette delle lettere.
Pensiamo infine che sia giunto il momento che anche a Cavriago le forze politiche si confrontino sul tema dei rifiuti: le tariffe di ENIA aumentano da anni mentre il sistema di raccolta dei rifiuti è rimasto sempre il medesimo. Si apra quindi una discussione pubblica sul tema, ragionando sui pro e i contro del sistema a cassonetti rispetto alla raccolta porta a porta (utilizzato in molti comuni del territorio) individuando la strategia migliore per il nostro Comune ponendosi obiettivi di eccellenza.

giovedì 9 settembre 2010

IREN: SONO ARRIVATE LE NUOVE BOLLETTE

L'aumento della Tariffa di Igiene Ambientale (cioè la tariffa sui rifiuti) è un aumento che riguarda più del 70% dei cittadini cavriaghesi. Da quest’anno Enia-Iren, che gestisce la riscossione della tariffa per conto del Comune, sta inviando (probabilmente, quando leggerete questo articolo, sarà già arrivata a tutti gli interessati) una lettera in cui ricalcola le superfici abitative soggette alla TIA, con conseguente aumento.
Il risultato è che circa il 70% dei cittadini cavriaghesi risultano evasori o elusori, e gli si chiede, oltre all’aumento della tariffa annuale, anche un risarcimento fino a 5 anni precedenti.
In realtà, l'elevato numero di cittadini non in regola non è dovuto ad un’intenzionale evasione di massa dei cavriaghesi, ma ad un cambiamento del regolamento comunale sulla tariffa rifiuti del 1994 non adeguatamente comunicato alla cittadinanza, nel quale venivano inseriti nel conteggio delle superfici elementi prima esclusi (scale, scantinati, solai, etc.).

Noi riteniamo giusto che ogni cittadino paghi il dovuto.

Riteniamo ingiusta la retroattività fino a 5 anni
(in altri comuni si è deciso di applicarla per un solo anno) per una modifica regolamentare di cui i cittadini non sono stati dovutamente informati (e particolarmente opportuno sarebbe stato informarli oggi, prima di far effettuare i controlli ad ENIA).


Vignetta di Tritatutto che ringraziamo per l'ottimo lavoro!

mercoledì 13 gennaio 2010

ACQUA BENE COMUNE? IN PROVINCIA NO!



Lunedi 11 gennaio si è tenuta la seduta straordinaria aperta del Consiglio Provinciale dedicata al tema dell’acqua chiesta da Rifondazione Comunista.

Riportiamo inoltre l'intervento del Consigliere Provinciale del PRC Alberto Ferrigno:

Vediamo una parte politica che a parole si pronuncia a favore dell’acqua pubblica, negando quello che invece il provvedimento del Governo produce: la privatizzazione dell’acqua. Contrapporsi a questa operazione non rappresenta una battaglia di natura ideologica, ma è evidente che la gestione di un privato non può essere volta al bene collettivo, ma ad un interesse privato, dovendo produrre utili.

Se si spendono parole egregie per il lavoro di quella che era Agac, perché il Governo impone la privatizzazione? Perché poi, passando alla fusione di Enìa con Iride, a nessuno è stata data la possibilità di intervenire o conoscere i fatti. Nessuno ha nemmeno risposto alla richiesta fatta dai sindacati di un incontro, rivolta ai sindaci Delrio, Chiamparino e Vincenzi. Si tratta di un’operazione di cui nessuno conosce nulla e crea un vuoto intorno a questa operazione che andrebbe colmato. Non comprendo a questo proposito la posizione del Pd che ha di fatto permesso una quotazione in borsa di Enìa, senza alcuna garanzia di una maggioranza pubblica, visto che lo Statuto non prevede il vincolo del 50 per cento. Così anche il Pd ha avallato la privatizzazione dell’azienda e non capisco come tale operazione si possa conciliare con l’avversione espressa in quest’aula al decreto Ronchi. Adesso questo provvedimento del Governo - oltre a ricalcare un percorso che fa mettere le mani privati sulle aziende che finora erano municipalizzare - va a penalizzare ulteriormente la situazione dei lavoratori delle aziende in questione.

Riportiamo inoltre parte del comunicato rilasciato il 13 gennaio dal comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia condiviso anche dal Comitato in difesa dei beni comuni della Val d'Enza:

Il Pd ha presentato un ordine del giorno ben scritto e apprezzabile nella forma. La sostanza era però abbastanza deludente. Al di là delle belle parole, dei buoni propositi e dell’evidente condanna al decreto Ronchi non vi erano però impegni concreti e prese di posizioni precise. Sono tutti d’accordo che l’acqua sia quella cosa umida e blu, che sia un bene da tutelare, che nel mondo cominci a scarseggiare ma non si riesce ad esprimersi sulla sua natura. L’acqua per il Pd può essere ed è un bene a rielvanza economica e come tale va gestito con spa e ricerca di profitto.

Come comitato abbiamo presentato un ordine del giorno ben diverso e ben più chiaro. Si chiedeva di decretare l’acqua un bene privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini. (continua).

Pubblichiamo infine un intervento dello stesso consigliere Ferrigno preso da Reggionelweb:

Il Consiglio Provinciale straordinario sull’acqua ha segnato una svolta nella politica della comunità reggiana contrapponendo il PD e l’IDV ai comitati. Il comitato acqua pubblica e il coordinamento dei comitati della val d’enza hanno presentato un documento chiaro per la salvaguardia dell’acqua come bene comune e contro la privatizzazione della stessa, argomentando attraverso numerosi e puntuali interventi in aula sulla necessità di inserire nello statuto, come fatto a Cavriago e San Polo, che l’acqua è un bene “privo di rilevanza economica”. Alla fine della discussione però il PD e l’IDV hanno unito i loro voti a quelli delle destre e della lega per esprimere un voto contrario al documento dei comitati sostenuto solo da Rifondazione Comunista. La maggioranza tra l’indignazione dei comitati ha votato un odg alternativo che rappresenta un miscuglio di ovvietà e contraddizioni come quando si afferma che l’acqua non deve essere assoggettata alle logiche di mercato e poi si rivendica la scelta di quotare enia in borsa privatizzando l’acqua. Invierò il verbale della seduta al Presidente Berlusconi che certamente sarà felice quando apprenderà che Di Pietro e Bersani in Parlamento sono contro il decreto Ronchi mentre a Reggio Emilia i loro colonnelli privatizzano Enia con l’acqua e i rifiuti insieme al PDL e la Lega.

mercoledì 9 dicembre 2009

NASCE IL COORDINAMENTO DIFESA BENI COMUNI DELLA VAL D'ENZA

Lo scorso 1 dicembre al circolo di Rifondazione Comunista di Cavriago ha avuto luogo l’incontro costitutivo del Coordinamento Difesa Beni Comuni della Val d’Enza, un coordinamento aperto a tutte le forze che si oppongono alla privatizzazione dei beni comuni, a partire dall'acqua.

Obiettivo del coordinamento è quello di riportare nell’agenda politica delle comunità reggiane e delle amministrazioni locali il tema della difesa dei beni comuni, per garantirne l'accesso ad ogni persona. La prima battaglia in programma è quella di contrastare tutte le politiche di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi legati all'acqua.
Per questo sia il decreto Ronchi, che privatizza servizi e beni comuni, sia la scelta dell'unificazione Enìa-Iride, così come si sta prefigurando, vengono contrastati dal movimento.

Tutte le forze firmatarie si impegnano a presentare nei consigli comunali (a Cavriago è già stato fatto) dove sono presenti un ordine del giorno comune che impegni le giunte degli otto comuni della Val d’Enza a modificare nello statuto la definizione di acqua quale “bene a non rilevanza economica” con l’obiettivo di mantenerne proprietà e gestione pubblica, ovvero di tutti i cittadini. A questa iniziativa seguiranno campagne informative nelle piazze, la raccolta di firme per l'eventuale referendum contro il decreto Ronchi e l’organizzazione di iniziative pubbliche volte a sensibilizzare le persone su questo tema di vitale importanza.

Per suggellare la nascita del coordinamento e informare la cittadinanza, il coordinamento organizza una conferenza stampa di presentazione per giovedì 10 dicembre alle ore 9.30 presso la Sala Consigliare del Comune di Cavriago.

Promotori dell'iniziativa: Italia dei Valori; Cavriago a 5 stelle - Gruppo Val d’Enza; Comitato Provinciale Acqua Bene Comune di Reggio (membro del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua); Movimento Stop al consumo di territorio – Comitato reggiano; Il Quinto Colle – Quattro Castella; Lista Civica Cavriago Comune; Lista Civica Lavorare per Sant’Ilario; Partito della Rifondazione Comunista; Sinistra e libertà; Sinistra Gattatico.

martedì 10 novembre 2009

ACQUA BENE COMUNE

Recentemente il Governo, con il decreto legge 135/09, ha accelerato verso a liberalizzazione delle acque pubbliche. Il provvedimento sarà discusso a partire da oggi (martedì 10 Novembre) in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, l’iter dovrà concludersi entro il 24 Novembre.
Se il decreto, che porta la firma di Fitto e Calderoli (alla faccia del federalismo e delle autonomie locali!) dovesse passare obbligherebbe tutti i comuni italiani a mettere in gara d'appalto i propri servizi idrici, introducendo, per legge, la soglia del 30% al pubblico e del 70% al privato

L’intento è chiaro: privatizzare l’acqua, consentendo a finanzieri, banchieri e speculatori di fare profitti su un bene pubblico fondamentale e indispensabile.

Con questo decreto, tra l’altro, l’Italia va in controtendenza rispetto per esempio a Francia e Germania che dopo aver privatizzato in anni passati ora tornano sui loro passi ri-nazionalizzando l’acqua.

Il forum italiano dei movimenti per l’acqua, che ovviamente esprime la propria contrarietà all'ingresso dei privati e al gioco delle Società Per Azioni, lancia una petizione on line contro il decreto.

Intanto ci chiediamo: Rifondazione si è battuta (da sola) perché la fusione tra Enia e Iride non garantiva che il 51% della società sarebbe rimasto in mano pubblica. Una scelta di coerenza che è costata l’espulsione della maggioranza che governava e governa Reggio Emilia. Perché aspettarsi che oggi, che la privatizzazione viene imposta per decreto legge dell’acqua, qualche altro partito, oltre a Rifondazione, sia contrario?

martedì 11 novembre 2008

STATO, COMUNI, CITTADINI

Molti cittadini di Cavriago avranno letto l'editoriale dell'ultimo numero di Paese Nostro nel quale il nostro Sindaco si scaglia con veemenza contro le politiche economiche del Governo nazionale: "signori ( del governo... ndr ), non è che aprite le casse dell'Erario alle casseforti della Grande Finanza per pagarne errori e debiti (...) e poi passata la tempesta, vi scordate dello Stato (o ve ne disfate) come uno strumento obsoleto?".
Come non essere d'accordo con il neo anti-liberista Delmonte?
Ma il Delmonte che scrive queste cose non è quello che nel 2007 deliberò la vendita di una percentuale consistente (monetizzata in diversi milioni di euro) delle quote di ENIA, patrimonio del Comune di Cavriago?
Non è lo stesso che avrebbe ripetuto la stessa operazione di (s)vendita al libero mercato anche nel 2008 (si veda il bilancio di previsione) se non fosse stato per il crollo del valore del titolo ENIA che ha finito per sconsigliare l'operazione finanziaria?
"Più stato e meno mercato!" scrive ora il neo no global Delmonte.
Preso atto che il libero mercato non è ben visto a livello di opinione pubblica (finalmente!) Delmonte prende le distanze e critica l'intero sistema liberista (sarebbe davvero interessate aprire un dibattito pubblico sul tema, considerando che noi queste cose le diciamo da molti anni...) dimenticando (o volendo far dimenticare) che fino a pochi mesi fa fare cassa vendendo i beni pubblici era all'ordine del giorno per la sua amministrazione... Opportunismo politico forse?

lunedì 25 agosto 2008

RIFIUTI, CITTADINI, INFORMAZIONE


Bentornati dalle ferie! Riapre ufficialmente il blog!

Pubblichiamo volentieri un articolo de "L'INFORMAZIONE DI REGGIO EMILIA" dell'edizione di ieri, domenica 24 agosto 2008, e che riporta alcune dichiarazioni di Davide Valeriani, presidente dell'Associazione Amici di Beppe Grillo di Reggio Emilia. Riguardano in particolare il nostro comune.
Ci permettiamo alcune considerazioni, rapidissime, prima dell'articolo: anzitutto i complimenti ai Grillini, capaci di non limitarsi ad assimilare semplicemente le informazioni propinate con enfasi dai comuni e troppo spesso riportate dai mezzi di comunicazione senza un'indagine approfondita sui contenuti. Questo compito, che dovrebbe essere proprio del mondo dell'informazione, non sembra trovare spazio nel giornalismo nostrano fatte salve alcune rare eccezioni. Il discorso è certo complesso, ma la situazione attuale lascia ai singoli gruppi o associazioni, civili e/o politiche, l'importantissimo ruolo di garanti della democrazia e della partecipazione, in un contesto locale (e non solo) dove le maggioranze al governo hanno certo molte più risorse propagandistiche a dispozione (risorse spesso pubbliche, basti pensare ai giornali di paese, dove alle minoranze se va bene è lasciata una paginetta a gruppo consiliare). Quindi ancora complimenti a chi, come in questo caso, riesce ad avere una visione delle cose capace di andare oltre le pagine dei giornali, oltre lo schermo del televisore.
Vi lasciamo all'aricolo, facendo presente che anche "IL RESTO DEL CARLINO" di ieri ha riportato in un suo articolo le dichiarazioni di Davide Valeriani. Buona lettura.

Un duro attacco degli "Amici di Beppe Grillo" al Comune di Cavriago

«RACCOLTA DIFFERENZIATA, BASTA FARSI BELLI CON GLI ASSIMILATI INDUSTRIALI»

Nella provincia di Reggio, ci sono alcuni comuni, come quello di Cavriago o Rubiera, che si vantano e si fanno belli delle percentuali di raccolta differenziata raggiunte che superano il 60%. Nel dato di questi Comuni, come tutti gli altri della provincia di Reggio, c'è però un "trucco" che va svelato ai cittadini se si vuole essere onesti fino in fondo...».
Questo è il duro attacco degli "Amici di ceppe Grillo" sul sistema di raccolta rifiuti e sugli ultimi dati che attestano Cavriago e Rubiera ai primi posti per la raccolta differenziata.
«Non è il sistema a cassonetti stradali (obsoleto e che non responsabilizza gli utenti e non permette percentuali oltre il 35 -massimo 40%- in sé spingendo molto a livello capillare) a far raggiungere queste cifre, bensì in gran parte il sistema degli assimilati delle aziende industriali - afferma Davide Valeriani, presidente dell'associazione - Tali aziende sono presenti non a caso a Cavriago (CorteTegge) e zona industriale di Rubiera, così come a Reggio e Scandiano, Correggio».
Ma, parlando della legge decreto ambientale nazionale del 2006 che «impone da ora in avanti la de-assimilazione (cioè dividere nei calcoli la parte urbana da quelli assimilabili aziendali) ed il 65% di raccolta differenziata minima entro il 2012», i grillini mettono in luce che ad oggi «solo il Comune di Reggio, così come quelli di Correggio e San Martino si sono posti questo nuovo obiettivo iniziando l'estensione del porta a porta.
Il Piano Provinciale Rifiuti di Reggio così come quello di Parma non sono aggiornati a questi nuovi obiettivi restando fermi al 60% e al 56% di differenziata da raggiungere» .
La prova che le percentuali del 60% di Cavriago o Rubiera sono derivate dagli assimilati industriali e non dal sistema obsoleto a cassonetti stradali, «con i quali Cavriago e Rubiera e altri Comuni si fanno belli», è data dal Bollettino dell'Osservatorio Provinciale sui rifiuti; Arpa di Reggio del 2007, dove viene scritto: «è utile un le ricordare che nei dati del primo semestre non compaiono consistenti quantità di R.U. assimilabili e assimilate dai comuni passati da tassa a tariffa, provenienti direttamente da singole aziende, in quanto questo dato è possibile ottenerlo
solo a fine anno dall'ente gestore».
Tra questi Comuni, dove le aziende non avevano comunicato gli assimilati, risulterebbe pertanto Rubiera, che nel primo semestre 2007 aveva infatti una raccolta intorno al 37% mancando gli assimilati industriali ed a fine anno dichiarava il 62%».
Davide Valeriani conclude poi ritenendo «strano che il sindaco di Cavriago, che ci risulta essere dipendente Enìa, non conosca il sistema degli assimilati. Nella stessa tabella Arpa/Osservatorio Provinciale Rifiuti indica il 65% come obiettivo da raggiungere per legge entro il 2012, perché la Provincia non aggiorna gli obiettivi di raccolta differenziata del Ppgr alle vigenti norme quanto meno?».
L'INFORMAZIONE DI REGGIO EMILIA, edizione di domenica 24 agosto 2008