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lunedì 18 ottobre 2010

SCIOPERO GENERALE!

La manifestazione di sabato è stata un trionfo. Lavoratori, pensionati, cassaintegrati, disoccupati, studenti, tutti presenti per condividere la piattaforma della FIOM e per dire no al governo di Bossi e Berlusconi e alle politiche di Marchionne e Marcegaglia
Alla manifestazione di sabato Rifondazione ha partecipato massicciamente. Lo si vedeva dalla quantità impressionante di bandiere, il partito c'è, i militanti ci sono. Anche dal circolo di Cavriago eravamo in molti. Forza compagni, è stata una gran bella giornata, da ricordare e di cui andare fieri. Ora su le maniche: per la scuola, per il lavoro, chiadiamo a gran voce lo SCIOPERO GENERALE.

martedì 5 ottobre 2010

mercoledì 1 settembre 2010

RIPRENDIAMOCI LA SCUOLA



Scuola e università hanno bisogno di una riforma seria, che non sia solo una scusa per tagliare loro i fondi. Il comitato Riprendiamoci la Scuola ha preparato il “Manifesto della scuola e dell’università pubblica” che raccoglie 15 interventi necessari per una scuola e un’università di qualità, democratica e per tutti.

Su questo manifesto si fonda la manifestazione del 9 ottobre 2010 prossimo. Con questo manifesto si chiede al Governo di seguire quello che i cittadini vogliono per la loro scuola e la loro università.

venerdì 2 aprile 2010

TAGLI E TAGLIONI


Le scelte fatte dagli insegnanti dell'istituto comprensivo di Cavriago e la protesta che sta montando in diversi altri istituti della provincia deve fare riflettere i cittadini e in particolare quelli che domenica e lunedi hanno votato i partiti di governo: pdl e lega nord. Quanto accade oggi è esattamente quanto era stato previsto dalle opposizioni al momento della votazione della riforma gelmini: un taglio indiscriminato alla scuola, cioè all'istruzione cioè al futuro di questo paese.
Oggi i genitori sono costretti a fare le collette per garantire i materiali di consumo alle scuole, gli alunni devono portarsi la carta igenica da casa, sono state drasticamente ridotte le compresenze, e quindi il sostegno a chi ha più bisogno, le supplenze sono all'osso.
Le tele-polemiche su grembiulino e maestro unico hanno fatto il loro lavoro: distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da quello che succedeva realmente.
Come circolo di Rifondazione Comunista di Cavriago appoggiamo pienamente l'iniziativa dei docenti dell'istituto comprensivo, invitando genitori e cittadini a informarsi sulla situazione e a solidarizzare con le lavoratrici e i lavoratori della scuola gravemente colpiti dall'assurdità della riforma gelmini.

giovedì 11 dicembre 2008

SCIOPERO GENERALE

12 dicembre 2008: Rifondazione Comunista aderisce con convizione allo sciopero generale di domani indetto da CGIL e Sindacati di base.

Forse sarebbe meglio che alcuni altri partiti (di centro-sinistra o centro-centro-sinistra o solo centro...) decidessero una buona volta da che parte stare (risposta A: Confindustria, risposta B: Lavoratori) abbandonando definitivamente la strategia del "ma anche"... Strategia che sta producendo per tutti danni forse irreparabili e che sta facendo fare passi indietro lunghi decenni (sia in termini di risultati concreti, sia in termini culturali) al complesso e variagato mondo progressista del nostro paese.
Nel nostro comune stupisce- sia a livello politico che istituzionale - la mancata adesione allo sciopero da parte del PD locale.
Sui giornali di oggi è uscita un'adesione collettiva allo sciopero da parte di alcuni amministratori reggiani del PD: risulta davvero clamorosa l'assenza del Sindaco di Cavriago...

Locandina CGIL sciopero del 12 dicembre.
Locandina confederazione Cobas sciopero del 12 dicembre.

lunedì 1 dicembre 2008

CHI PAGA LA CRISI?

Crisi dell’economia reale, migliaia di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione, 500.000 precari a cui probabilmente non verrà rinnovato il contratto di lavoro, tagli e privatizzazioni al welfare, alla scuola e all’università.

Chi paga tutto questo?

Per il governo Berlusconi sempre i soliti: lavoratori, pensionati, studenti.

C’è però chi non ci sta. CGIL e sindacati di base hanno indetto lo sciopero generale per il 12 dicembre, in tutto il Paese si sta sviluppando uno straordinario movimento degli studenti universitari, ovunque sorgono comitati contro la riforma della scuola della Ministra Gelmini.

VENERDI' 5 DICEMBRE, alle 21:00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Cavriago, discutiamo di tutto questo con:

- Elisabetta Piccolotti
Portavoce nazionale Giovani Comunisti

- Valerio Bondi
Segretario provinciale FIOM-CGIL Reggio Emilia

- un delegato del Collettivo Autonomo Universitario
Università Modena e Reggio

Coordina:
Emiliano Codeluppi
Comitato acqua bene comune

Clikka sull'immagine qui sotto per ingrandire la locandina dell'incontro pubblico.

giovedì 30 ottobre 2008

ANCHE IO HO STUDIATO CON IL MAESTRO UNICO


In questi giorni assistiamo al progressivo smantellamento della scuola pubblica, primo fondamentale tassello di un disegno politico criminale di più ampio respiro che punta verso la privatizzazione di tutti ciò che è pubblico (prossimamente, la sanità) e, sfruttando la potenza di fuoco mediatica a disposizione, punta a fare passare questo disegno tra gli applausi compiaciuti dei più.

Grembiulino, maestro unico, voto in condotta sono le portate che puntualmente le destre preparano al cittadino/telespettatore, condendo i piatti con le spezie sempre pronte alluso del (mezzo) ministro Brunetta (fannulloni!), tra i sorrisi dei presunti giornalisti televisivi, in realtà camerieri del potere, portano chi ascolta a pensare alla propria esperienza individuale, al proprio passato scolastico e perché no a quella volta in cui si è andati in un qualsiasi Ente Locale e il dipendente non cera (a chi non è capitato?).

Ecco che scatta quindi l'assenso, al grido de "gli insegnanti devono lavorare di più" e "anche io ho studiato con il maestro unico" si fa passare e si appoggia una legge che di fatto sacrifica il futuro del paese sull'altare dell'aziendalismo.


E ancora il tema dell'individualismo ormai fortemente radicato nella popolazione a prevalere, è il disegno collettivo che cede il passo all'io, è il lavoratore privato nel proprio salotto che prende posizione contro i lavoratori pubblici indistintamente, è l'immediato (fare cassa) contro il futuro (istruzione pubblica imparziale).

Occorre una grande presa di coscienza in questo paese sempre più sull'orlo del baratro.
Il tentativo, già in corso, di criminalizzare il movimento studentesco (brodo di coltura del terrorismo, spacca vetrine…) dimostra che si può ancora disturbare il manovratore. Una forte mobilitazione, studenti, lavoratori, insegnanti, partiti, associazioni, gruppi apartitici e perché no, i quesiti referendari.
Dal canto nostro appoggeremo tutto quello che ci sarà possibile appoggiare in questo senso.

Nella speranza, anche a Cavriago, di crescere e diventare sempre di più.

martedì 28 ottobre 2008

PERCHE' NON POSSIAMO TORNARE AL PASSATO

(E MENO CHE MAI RINUNCIARE AL FUTURO)


Mercoledì 29 ottobre, ore 21.00,
sala del Consiglio Comunale di Cavriago

INCONTRO DIBATTITO
SULLA (CONTRO) RIFORMA GELMINI

Interverrà BARBARA BERTANI, maestra di scuola primaria
(Cobas scuola)

mercoledì 17 settembre 2008

CONTINUANDO A PENSAR MALE



COMUNICATO STAMPA DEL 17 SETTEMBRE 2008

Ieri Vincenzo Delmonte, in merito alle richieste da noi avanzate rispetto al rendere pubbliche le cifre dei costi aggiuntivi della neo costituita azienda speciale per la gestione dei servizi educativi, è andato sui giornali dichiarando: “CavriagoInfanzia, dov’è lo scandalo?”.

Posto che l’indicatore “scandalo” non lo conosciamo e, pertanto, non è mai stato da noi utilizzato per valutare le scelte politiche di questa Amministrazione (ma se il Sindaco dispone di una metodologia scientifica per certificarlo gli chiediamo di renderla pubblica, in modo che sia finalmente possibile ragionare alla pari), dalle parole di Delmonte emerge una cifra, accompagnata da un giudizio sul nostro gruppo, abbastanza significativa: “è veramente penoso il tentativo di polemica sul compenso del Direttore, per sei mesi il suo costo è di 30mila euro”.

Ora, a parte l’incongruenza dell’effettiva e formale durata dell’incarico suddetto (4 mesi) e quanto dichiarato da Delmonte (6 mesi) e della quale chiediamo lumi, poniamo al nostro Sindaco un paio di quesiti di natura politica ed etica rispetto alla scelta del Direttore.

Fatte salve le indubbie competenze e qualità professionali del soggetto individuato (assolutamente certificabili considerato che, prima di andare in pensione, era stato parte organica per molti anni della macchina amministrativa del nostro Comune), come mai in questo caso, un’amministrazione comunale – composta per la maggior parte da un unico soggetto politico, il Partito Democratico, che per tutta la scorsa campagna elettorale ha sventolato la bandiera della “meritocrazia”, non ha previsto una selezione pubblica, ma ha privilegiato la modalità dell’incarico diretto?

Considerati i numerosi incarichi di consulenza svolti a vario titolo dal soggetto individuato sia per il Comune di Cavriago che per altri enti (4 nel 2007 per complessivi 51.174 euro e 6 spalmati nel biennio 2007 - 2008 per complessivi 49.285,20 euro, tutti dati che si trovano sul sito del Comune di Cavriago) avremo un Direttore per 4 mesi a 30.000 euro part-time o a tempo pieno?

Il giudizio di tutta questa vicenda lo lasciamo ai cittadini, a Delmonte chiediamo però: è così “penoso” il nostro interessamento alla gestione della “cosa pubblica”?

Concludiamo rispondendo (anzi ribadendo) a Delmonte che non esiste nessun scollamento (come lui sostiene) tra il nostro partito e i nostri consiglieri comunali, dai quali abbiamo ottenuto le informazioni. C’è invece sicuramente uno scollamento tra amministrazione e cittadini quando l’amministrazione, volutamente, tace sui reali costi delle proprie scelte e utilizza i mezzi di informazione comunali (pagati da tutti i cittadini, come la pubblicazione “PAESE NOSTRO”) non per fare corretta informazione ma solo per pubblicizzarsi.

giovedì 10 luglio 2008

ASSO PIGLIA TUTTO



In un comunicato stampa del 20 giugno 2008, l 'attuale maggioranza sostiene, a proposito delle nostre perplessità circa la costituzione dell'azienda speciale, da noi definita "privatizazione strisciante" che:

"In altri comuni della nostra provincia, in alcuni dei quali il PRC è al governo, si affidano intere scuole alle cooperative private senza che Rifondazione si opponga. Serve la nomina di un loro assessore perché siano d'accordo?"

L'attacco, diretto e per niente insinuato, è talmente becero che al Circolo non ci siamo presi la briga di rispondere: se in altri comuni gli assessori eletti nelle liste di rifondazione non si oppongono ad affidamento alle cooperative di intere scuole ne risponderanno ai loro elettori o a se stessi, noi siamo contrari.

Stamattina (10 luglio 2008) apprendiamo, dai giornali (giusto per dare fin da subito un segnale che l'azienda speciale è "cosa nostra"), che il Presidente della neonata società sarà Mirko Tutino, attualmente Assessore con deleghe alla Cultura, Giovani Sport e Tempo Libero, Relazioni e Solidarietà Internazionali, Pubblica Istruzione nonchè segretario della sezione locale del Partito Democratico.

E allora, rispettabili consiglieri comunali di maggioranza, gentili Assessori, Egregio signor Sindaco, che inondate di retorica populista la stampa locale con i vostri comunicati in cui accusate Rifondazione di essere "acquistabile" in cambio di un assessorato, ora che avete mostrato come occupate, voi si, ogni poltrona disponibile, abbiate la decenza di chiedere scusa oppure, la prossima volta, di tacere.

lunedì 30 giugno 2008

STASERA CONSIGLIO COMUNALE: VERSO L’UNIONE DEI COMUNI


E' successo davvero di tutto in queste due settimane in cui, causa impegni vari, non siamo riusciti ad aggiornare il nostro spazio web.
A livello nazionale le innumervoli porcherie del Governo di (centro) destra portano indietro il paese ai tempi del ventennio e riescono a fare arrabbiare addirittura il premier(re) -ombra Veltroni costringendolo ad un cambio di rotta (causa indici di gradimento in pesante calo) che non si può non tradurre nella presa di coscienza del fallimento completo di un progetto politico (dall'autosufficienza elettorale del PD fino al dialogo con il "ravveduto" Berlusconi IV). Con questa segreteria un partito di sinistra non dovrebbe neanche sedersi a prendere un caffè.

E a Cavriago invece?
Registriamo la soddisfazione con cui la maggioranza locale annuncia la nascita di "Cavriago Infanzia", questa la denominazione scelta per l'azienda speciale contro la cui costituzione ci siamo battuti in tutti questi mesi.
L'amministrazione ha promesso più qualità a minore costo, mantenendo tutto pubblico. I conti rispetto a questa iniziativa li faremo e li faranno i cavriaghesi in futuro.

Intanto stasera (ore 21.00, Sala del Consiglio) il Consiglio comunale va ad approvare la nascita dell'Unione dei Comuni della Val d'Enza, l'ente sovracomuale all'interno del quale abbiamo chiesto (come coordinamento Val d’Enza di Rifondazione) tra le altre cose di inserire i servizi educativi, cosi da avere un solo ente invece di due, riducendo i costi e utilizzando in modo razionale le risorse. E invece nasce più per esigenze burocratiche per reale strategia e lungimiranza politica.
Nuovi consiglieri, presidenti e assessori sono pronti ad essere nominati, con buona pace del contenimento dei costi.
Ribadiamo comunque che Rifondazione da mesi spingeva per l’attuazione di questo ente. Ma ovviamente chiedere il nostro parere non era il caso, molto meglio per la maggioranza far nascere il tutto “in casa”, nelle proprie stanze, senza confronto (né con le forze politiche di opposizione né con i cittadini).

Qui sotto il comunicato stampa del Coordinamento PRC Val d’Enza (per chi ancora sostiene che Rifondazione non è propositiva):

COMUNICATO STAMPA del 25/06/2008

Il “Coordinamento Val d’Enza” del Partito della Rifondazione comunista esprime forti perplessità di metodo e di merito rispetto alla costituzione dell’Unione dei Comuni Val d’Enza.

Sul metodo.
L’Unione dei Comuni è un ente locale a tutti gli effetti che - al pari dei Comuni, delle Province e delle Regioni (TUEL, Art. 2, c. 1) - gestisce funzioni e servizi fondamentali per il sistema di welfare locale.
Un ente di tale importanza necessiterebbe dunque di un processo costitutivo ampio, inclusivo e partecipato dove i vari portatori di interesse territoriali organizzati (associazioni, partiti politici, sindacati) e – soprattutto – i singoli cittadini (sui quali l’Unione impatta notevolmente sia in termini economici che di servizi) siano messi nelle condizioni di essere i principali attori di un confronto pubblico e trasparente teso alla definizione di un progetto comune e condiviso. Dobbiamo purtroppo constatare che tutto ciò non è avvenuto: la costituzione dell’Unione dei Comuni Val d’Enza è avvenuta nel silenzio politico più assoluto. Nessuno dei soggetti soprarichiamati è stato coinvolto nella definizione delle prospettive e delle strategie relative al nuovo ente.

Anche sul piano istituzionale segnaliamo una generale pratica amministrativa autarchica da parte delle varie Giunte locali, ciò è dimostrato nell’approccio utilizzato nei confronti delle minoranze: nella quasi totalità dei Comuni interessati è stata consegnata la bozza dello Statuto dell’Unione solo una decina di giorni prima della sua definitiva approvazione.

Sul merito.
Lo Statuto dell’Unione che in questi giorni verrà approvato dai vari Consigli comunali del distretto prevede l’affidamento in capo al nuovo ente di alcune funzioni che avevano già tutte una gestione sovracomunale (Polizia Locale, Servizio Sociale Integrato e alcuni Coordinamenti). La nuova struttura si manifesta quindi come un semplice nuovo contenitore nel quale inserire attività già esistenti: manca clamorosamente la visione strategica di ciò che si vuole fare.
Noi crediamo che l’Unione dei Comuni sia una straordinaria occasione per mettere finalmente in campo un nuovo modo di amministrare, essa infatti potrebbe consentire il raggiungimento di un duplice obiettivo:

1. mantenere pubblici i servizi alla persona;
2. pianificare una gestione organica del territorio (rispetto anche all’incrocio “domanda-offerta” dei servizi e delle relative strutture).

Sul primo obiettivo: precisato che l’Unione dei Comuni è un ente locale a tutti gli effetti, tale ente permetterebbe una gestione diretta sovracomunale dei servizi alla persona che rappresenterebbe un “argine pubblico” a pratiche di esternalizzazione/privatizzazione simili - ad esempio - a quella del Comune di Cavriago dove si sta costituendo un’Azienda speciale ad hoc per la gestione dei servizi educativi.
A tal proposito ci appare perlomeno incongruente il fatto di inserire all’interno delle funzioni della costituenda Unione dei Comuni Val d’Enza il Coordinamento delle Politiche Educative nel momento in cui ogni singolo Comune utilizza diversi e disomogenei modelli gestionali (al momento esistono infatti “Istituzioni” come nel caso di Gattatico, “gestioni in economia” a Montecchio e S.Ilario, “esternalizzazioni di sezioni” a Bibbiano e – appunto – un’Azienda speciale a Cavriago).

Sul secondo obiettivo: considerata l’altissima densità demografica raggiunta in questi anni in Val d’Enza - frutto di un’espansione urbanistica generalizzata (in alcuni casi fuori controllo) - è così sbagliato pensare di realizzare un unico Piano Regolatore su scala distrettuale dove si tenga conto in modo organico della domanda/offerta dei servizi?
Facciamo un esempio: è oggettivamente razionale che a Barco si costruisca una nuova scuola dell’infanzia (la cui offerta - ancor prima di essere inaugurata - appare già insufficiente visto che al momento esiste una lista d’attesa di 17 bambini) e a Cavriago - a distanza di circa 1 chilometro - se ne costruisca un’altra (probabilmente anch’essa insufficiente considerando l’enorme espansione urbanistica - circa 500 nuovi alloggi - in programma nei prossimi anni)?
Non era maggiormente ragionevole ed economico programmare un’unica struttura (più grande rispetto alla somma delle sezioni previste all’interno delle due strutture che si andranno a realizzare) a servizio dei due Comuni?
Ancora: nell’ipotesi di un’unica pianificazione urbanistica - considerando anche nuovi elementi di contesto come l’apertura del casello autostradale a Campegine - non sarebbe più logico e strategico concentrare eventuali nuove zone industriali in alcuni punti del distretto?
Sul piano abitativo poi - visti i prezzi imposti dal libero mercato - non sarebbe socialmente più opportuno realizzare programmi organici di edilizia sociale? Una pianificazione territoriale di questo tipo non produrrebbe anche effetti positivi sull’ambiente?

In questi giorni stiamo presentando in modo omogeneo in tutti i Consigli comunali emendamenti propositivi allo Statuto della costituenda Unione dei Comuni Val d’Enza che vanno nella direzione di risolvere le criticità sopradescritte.
In questo modo verificheremo se le varie Amministrazioni locali - nella loro complessità un quasi monocolore del Partito Democratico - saranno permeabili ad istanze che noi riteniamo ragionevoli e di buon senso.

Coordinamento PRC Val d’Enza.
Circoli di Bibbiano, Campegine, Cavriago, Gattatico, Montecchio, S. Polo, S. Ilario.